Lazio - MilanQuanto è difficile parlare di calcio quest’anno guardando il Milan e le sue settimane travagliate e complicate. E nemmeno la domenica semplifica il tutto, visto che va in scena quasi sempre lo stesso copione. Torniamo da Roma con un punto, inutile per la classifica che ormai ci conviene non guardare, ma che forse vale qualcosa in termini di spirito di squadra e voglia di lottare.

La settimana non è stata delle migliori, e i risultati si sono in parte visti anche in campo, con una squadra impaurita e spaesata, che voleva nei primi 20 minuti essere in tutt’altro posto, magari già in vacanza. Lottano e si distinguono sempre i soliti noti, da Kakà a Poli e Pazzini, mentre per tutti gli altri c’è solo terrore che le cose possano andare male ancora una volta. Ma in effetti non ci si poteva aspettare altro, visto che sono arrivati solo dubbi e divisioni in questa settimana, e non unione d’intenti come sarebbe realmente servito. Vero, i giornali hanno dato il loro contributo, ma la società non ha fatto niente per spegnere queste voci, rilasciando poche e confusionarie dichiarazioni. “Ritorno ad occuparmi del Milan, che ne ha bisogno“: doveva essere forse questa la dichiarazione utile alla tranquillità di tutti? Ma per piacere, è l’ennesima farsa degli ultimi anni, visto che il Milan, caro presidente, ha da tempo bisogno di qualcuno che non c’è, che si nasconde dietro le cene in villa, senza fare mai realmente nulla di concreto.

E non ci stupiamo poi se in una settimana si sia passati dal difendere Seedorf, al criticarlo aspramente: non si aspettava altro, ed è inevitabile se nessuno ha assunto una posizione chiara e decisa in sua difesa. Si rischia di neutralizzare anche i miglioramenti che si sono visti da quando lui è arrivato, pochi ma pur sempre passi avanti rispetto al passato. Se qualcuno si aspettava che tutto cambiasse con un colpo di bacchetta magica, era solo un povero illuso, o un incredibile sognatore. Tutta questa confusione ha anche scatenato gli animi degli ex, da Maldini a Sacchi a tutti gli altri: tutti ad aumentare la confusione su questo povero disastrato Milan. Ognuno avrà sicuramente le sue ragioni, e io non credo di poter giudicare dall’esterno qualcosa che solo chi ha vissuto l’ambiente può sapere. Certo, da milanista ho ad esempio il rammarico che non ci sia uno come Paolo Maldini in società, per tutto quello che ha dato a questi colori, ma allo stesso tempo mi fa male pensare che proprio lui possa infierire in un momento così difficile, quando avrebbe potuto farlo mille altre volte.

Non se ne viene fuori così, con le mancate prese di posizione, con la confusione interna, con la lotta tra gli AD, con un allenatore sempre sulla graticola, anche in modo ingiustificato. Non è questo il Milan, non è questo quello a cui tutti noi siamo stati abituati. Se vogliamo risalire, se vogliamo riemergere, ci vuole un nuovo Milan, con i vecchi principi che lo hanno portato così in alto nella sua storia; e se i vecchi protagonisti sono stanchi o se non si sentono più adatti a portare avanti quei valori, beh che si facciano da parte una volta per tutte. Sono troppi gli spettatori in questa società, e pochi gli attori: noi siamo stanchi! 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.