twitter-weah-4Mi sembra di non ricordarli più i giocatori come Weah, l’attaccamento alla maglia, la tenacia, la fiducia nella propria squadra, la consapevolezza della storia e del passato. Sono anni che al Milan non esistono più persone del genere e non si comprano più persone del genere. Sarà anche stato un fake, ma le parole del finto Weah mi sono sembrate sacrosante. Lo sfogo su twitter ha colpito la mentalità della squadra, più che il gioco e le qualità effettive dei singoli giocatori.

Martedì il secondo gol dell’Atletico è stato un colpo di sfortuna, è innegabile, ma questo non può giustificare una resa incondizionata come quella che è avvenuta subito dopo. Una resa che mi avrebbe fatto urlare “Siamo il Milan!”.Non credo che gli spagnoli siano una squadra imbattibile, non mi hanno impressionato nonostante il risultato schiacciante. E penso che il Milan con un po’ di fiducia in più e con qualche giocatore in meno (Emanuelson! Ma perché non De Sciglio a sinistra?!) avrebbe anche potuto ribaltare il risultato. Così non è andata, è mancato il contributo di tanti, troppi giocatori e soprattutto la voglia di andare avanti. È prevalsa una rassegnazione inspiegabile al posto di un mordente che dovrebbe nascere naturalmente quando si gioca la Champions League e soprattutto quando si è rimasti gli unici italiani a poterla giocare.

Non voglio qui unirmi ai cori che condannano Balotelli per la sua prova inconsistente. Non mi ha sorpreso e non è la prima volta che Mario non risponde Presente all’appello durante partite importanti. E soprattutto non penso sia Balotelli il vero problema di questo Milan: oltre ai terzini, ad alcuni schemi difensivi e a certi errori imperdonabili, manca l’atteggiamento da Milan, fondamentale per andare avanti. Mancanza che fa inorridire chi nel Milan ci ha giocato e non riesce neanche a immaginare cosa possano provare i giocatori di QUESTA squadra. Ed è inutile che Galliani modifichi al ribasso gli obiettivi dopo ogni sconfitta: ormai l’hanno capito tutti, il Milan deve ritrovare sé stesso e soprattutto trasmettere ai giocatori il significato dell’indossare questa maglia. Perché se non si ritrova questo allora è davvero tutto perduto.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog