balotelli_milan_udinese_ansaProbabilmente in questi giorni avrete già letto in lungo e in largo dello sciagurato tracollo con l‘Udinese che ci è costato l’eliminazione dalla Coppa Italia (obiettivo mai come quest’anno cruciale ma che pare non essere proprio nel nostro DNA) e di tutte le conseguenze che questa ha portato: attacchi ai giocatori, alla società e persino al nuovo mister nonostante i pochissimi allenamenti con la squadra alle spalle. Tutto giustissimo per carità però io mi sento di ripartire forse dall’unico lato positivo che chi ha seguito le gare con il Verona e con l’Udinese è riuscito a scorgere: Mario Balotelli.

La “cura Seedorf” infatti sembra essersi concentrata principalmente sul nostro numero 45, un giocatore che ha vissuto probabilmente uno dei punti più bassi della sua carriera nell’ultimo periodo di Allegri sulla panchina del Milan: svogliato, deconcentrato, poco partecipe al gioco della squadra (qualora assumiamo ce ne fosse uno) e a lunghi tratti irritante con le sue simulazioni o le ammonizioni frutto del nervosismo che ti fanno capire subito che c’è qualcosa che non va nella testa di un giocatore.

Da questo punto di vista Clarence si è dimostrato subito molto intelligente: ha capito subito che Mario nell’immediato presente può rappresentare la sua unica ancora di salvezza, visto che è attualmente il giocatore più talentuoso presente nella nostra rosa. Prima di rivedere un gioco di squadra degno di tal nome probabilmente passerà del tempo, dopo gli scempi tecnico-tattici compiuti da Acciuga in questi quattro anni visto che come ha ripetuto più volte il nostro attuale allenatore “i miracoli non li fa nessuno”. Però già in queste due prime partite abbiamo visto un Mario diverso, che ha saputo trovare un’implicita intesa con chi è seduto in panchina a dargli indicazioni, rappresentata in maniera esemplare dal gesto di approvazione e di dedica dopo il gol con il Verona.

Ovviamente non possiamo aspettarci che Balotelli faccia in campo il lavoro di altre 10 persone,ma con la situazione di criticità che stiamo vivendo può essere probabilmente l’unico uomo in grado di trascinare la squadra e l’elemento adatto da cui ripartire. So che a molti quest’idea non farà impazzire ma se fossi in voi io ci spererei se non altro per il bene del Milan.

Piccolo appunto di mercato: appaiono alquanto concrete le possibilità che arrivi Essien dopo la partenza di Nocerino al West Ham, un giocatore che fino al bruttissimo infortunio del 2011 era nella mia personalissima top 5 mondiale dei centrocampisti, uno di quelli che sapeva unire ad una grinta smisurata anche tecnica, magari non in maniera esagerata, ma che in questo momento nel centrocampo del Milan serve come una goccia d’acqua nel deserto.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter