20130524_allegri_seedorf2Tra tutte le tifoserie della massima Serie, quella che ha subito sicuramente lo choc maggiore dall’inizio dell’anno è proprio quella rossonera. La situazione tragicomica in cui versa la squadra è incredibile: rosa monca, mancanza di qualità, assenza di un gioco decente e di uno schema tattico.

Una scelta tardiva, ma comunque una scelta, ha portato un benedetto cambio sulla panchina rossonera, dove un Allegri utile come pettine per un calvo ha lasciato il passo all’olandese Clarence Seedorf, che ancora giocava e sculettava amabilmente in quel di Rio de Janeiro. E’ un gioco piuttosto stucchevole fare previsioni su quale sarà il futuro del gioco e della classifica milanista da qui a maggio. Sicuramente Clarence ha una personalità che, nel bene e nel male, qualche segno lo lascerà, ma nessuno può sapere quale sarà la sua mano sulle sorti rossonere.

Personalmente, da grandissimo detrattore dell’ex inutile livornese, sono contento come una Pasqua per esserci finalmente liberati di un peso morto di dimensioni colossali: totale assenza di schemi, preparazione della partita fatta forse con PES 2010, lettura della partita in corso magistrale, formazioni ripetutamente sbagliate e corrette ad minchiam, partite sistematicamente compromesse nei primi venti minuti e poi, a volte, miracolosamente ribaltate grazie allo studiatissimo schema “a cazzo tutti avanti”, proprio di ogni grandissimo allenatore. Molto della mano di Allegri si è vista proprio nei finali delle partite, dove una sorta di autogestione ha sempre caratterizzato le rimonte in extremis in partite come quella di Torino contro i granata. Per la serie: la qualità ci sarebbe anche, se gestita sapientemente, così come la grinta, quanto è il momento di tirare fuori gli attributi.

Mi cospargo il capo di cenere per le volte in cui accennai alla possibilità che un Ibrahimovic potesse essere quasi deleterio per il bilancio del gioco, essendo un accentratore di manovra: era semplicemente un grandissimo giocatore che sopperiva alle incredibili lacune di un allenatore mediocre. La verità è che la preparazione settimanale è sempre stata profondamente sbagliata, la fase difensiva, come quella offensiva, è sparita dalla dipartita di Ancelotti, e l’amalgama tra i reparti è solo un lontano ricordo. La qualità della rosa, certamente, non aiuta la squadra a primeggiare, ma non è e non può essere una scusante, ma anzi dovrebbe essere l’handicap che permette ad un allenatore di far vedere di che pasta è fatto.

Ora il danno è fatto, la speranza di ribaltare la classifica è tramontata da qualche settimana, ma quella di poter un giorno rivedere un Milan che domina, grazie a dinamismo, combattività, tecnica e qualità del “giuoco”, quella no. Cominciamo a ridare un’identità a questa squadra, sfruttiamo i pochi lati positivi a nostro vantaggio ed i risultati arriveranno. Certo è che se per risalire la china, la risposta è affidarsi sempre a Nocerino e Robinho, penso sarà una lunga salita verso l’Europa League.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web