ImmagineQuesta volta è veramente finita, senza se e senza ma. Da oggi non abbiamo più Allegri sulla nostra panchina, e la cosa non può che farci bene, da tutti i punti di vista. È un epilogo abbastanza ovvio e scontato, rimandato troppo a lungo solo a causa di una fiducia ingiustificata da parte di Galliani e della mancata voglia di sborsare due stipendi per 6/7 mesi da parte di Berlusconi. Siamo arrivati tardi, ma ci siamo arrivati.

Fatale è stata la sconfitta per 4-3 contro un Sassuolo neo-promosso, in crisi e con un allenatore in bilico, ma che contro di noi ha fatto la partita perfetta, se si eliminano i primi 12 minuti, e gli ultimi 10. Sono solo queste infatti le parti della partita in cui il Milan ha fatto vedere qualcosa di buono, per il resto buio totale. Il livornese sbaglia ancora uomini, scegliendo inspiegabilmente Nocerino a centrocampo invece di Poli, Zapata/Bonera in difesa con un Rami voglioso e pronto in panchina, e ancora schierando Robinho, che goal a parte ha latitato per i restanti 90 minuti. In più, rimane fuori anche Montolivo, che ha dato tutta un’altra marcia al Milan quando è entrato (per altro in un 4-2-3-1 che è stato per troppo tempo e inutilmente richiesto). E poi, volgiamo parlare di come la squadra era stata messa in campo? Forse è inutile, perché è la stessa storia di ogni volta. Non una preparazione tattica, non un idea di gioco, nessuno che sapesse bene cosa fare contro questo avversario…niente di niente. Avrebbe dovuto redarguire Emanuelson per una settimana visto che Berardi partiva di lì, e invece l’olandese gli ha lasciato sempre almeno 5 metri di spazio, schiacciandosi nell’aria vicino ai centrali. Nebbia, tanta nebbia in panchina, e così si torna magicamente in pochi istanti a rivivere i 90 minuti di Istanbul, se pur con le dovute proporzioni.

Per fortuna però è finita, finalmente. Questa volta la sorte ci ha voluto bene, non facendo entrare il colpo di testa di Pazzini a porta vuota che avrebbe portato al pareggio e all’ennesima riconferma dell’incompetente. No, questa volta i singoli non l’hanno salvato, questa volta l’orgoglio dei singoli non è bastato, e ci va benissimo così. Finalmente finisce questa storia tragicomica, finalmente il non-calcio abbandona Milanello e San Siro, finalmente dopo tre anni e mezzo di sofferenze possiamo sperare di rivedere una Squadra, che lotta, gioca, vince e perde, ma sempre degnamente, con un’idea in testa. Adesso dovrebbe toccare a Seedorf, il cui arrivo sarebbe anticipato di qualche mese. Non sappiamo come andrà l’avventura del Professore, se sarà leader come lo era in campo nelle partite che contavano, se lascerà prevalere il suo ego a discapito di qualcuno o altro. Aspettiamo e vediamo, c’è tutto il tempo per osservare e poi giudicare; l’unica certezza è che chiunque, persino chi non ha mai allenato, possa far meglio di Allegri, di colui che è riuscito a vincere uno scudetto solo grazie alla super rosa che aveva e senza avversari all’altezza. Se ci sarà impegno, disciplina e tattica, saranno già tutte cose guadagnate rispetto all’ormai defunto Milan di Allegri.

Da oggi inizia una nuova storia, che si preannuncia breve per quel che ci dicono, ma è sempre meglio viverla giorno per giorno. Intanto festeggiamo la liberazione, il 25 aprile del Milan, la cacciata dell’anticalcio da una panchina che non ha mai meritato. Addio Massimiliano, a mai più rivederci, almeno per quel che riguarda il calcio. Non aspettavamo altro, e oggi finalmente possiamo festeggiare: LIBERI!!!

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.