kaka_cristante_milan_atalanta_ansaFinite le feste, si ritorna finalmente a parlare di campo. A noi va piuttosto bene, visto che arriva una delle poche vittorie di questa stagione, anche se il risultato finale appare troppo severo e bugiardo per quello che si è visto in campo.

Ma andiamo per gradi. Quella di ieri contro l’Atalanta sarà sicuramente ricordata coma la gara del centesimo goal di Kakà, seguito a ruota dal centunesimo. Il brasiliano lascia ancora una volta tutti quanti a bocca aperta, per la sua condizione, per la sua dedizione e per la sua immutata capacità di cambiare le partite. Parecchi si sono morsi la lingua, è inutile negarlo, e tanti altri hanno anche il fegato che fa un po’ male (vedi l’imparziale Mauro). Ma a noi interessa poco, sapevamo che l’impegno non sarebbe mancato e che, per il campione che è, avrebbe potuto dare ancora tanto al Milan, e così sta succedendo. Ci vorrebbero altri Kakà in questo Milan e le cose andrebbero molto meglio. Oltre alla sua partita è stata ovviamente anche quella di Bryan Cristante, all’esordio dal primo minuto, che oltre al goal ha mostrato personalità, capacità tecniche e tutto quello che serve per essere preso in considerazione più di altri componenti della rosa più esperti. E pensare che fino a qualche giorno fa era lui la pedina di scambio preferita per arrivare ad altri centrocampisti, mentre oggi è diventato incedibile…le stranezze del Milan attuale.

Di chi la colpa? Bè in primis sempre di Allegri, che si è vantato di averlo mandato in campo dall’inizio tralasciando il fatto che ci ha messo più di un anno per capire che poteva tranquillamente sostituire Montolivo. La differenza tra chi ha successo e chi si accontenta è anche questa: arrivarci prima, anticipare i tempi; lui è invece bravissimo nell’arrivare tardi in tutto. A parte questo, anche ieri siam riusciti a non giocar bene per un tratto della gara, rischiando tanto e concedendo anche il goal del pareggio agli avversari, poi annullato. È inaccettabile per una squadra che vuole riemergere concedere tante occasioni agli avversari, e un allenatore non si può giustificare dicendo “Eh ma ci sono anche gli avversari, non si può controllare una partita per novanta minuti“. C’è modo e modo di far sfogare gli avversari in una parentesi della partita, e non è di certo lasciando il campo sguarnito e i giocatori disposti casualmente; questa volta ci è andata bene, ma se quel goal fosse stato valido o se Abbiati non avesse parato su Denis probabilmente eravamo qui a commentare un altro risultato, uguale a quelli dei mesi scorsi.

Sta di fatto che, bene o male, brutti o buoni, questi tre punti sono arrivati e si spera che siano l’inizio di una risalita lunga, difficile e faticosa. Consoliamoci pensando di aver iniziato l’anno con il piede giusto, tra le altre cose rubando tre punti (sperando che siano i primi di una lunga serie) agli indonesiani, che non fa mai male. Buon anno a tutti!!

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.