braidaAmmettiamolo, in questi giorni abbiamo avuto la prova che in società non ci stanno capendo molto e che la parola “progetto” pare essere al di fuori del dizionario in quel di zona Portello. Sì, perché prima abbiamo assistito alle reazioni di Adriano Galliani che è sbottato ed ha praticamente dichiarato le sue dimissioni a mari e monti: la mancanza di rispetto a suo giudizio è stata talmente grave da non permettergli di mantenere la sua solita lucidità e far si che si lavassero i proverbiali “panni sporchi” in casa.

Tocca quindi al presidente Berlusconi intervenire, a mio giudizio con colpevole ritardo visto ormai il degenerarsi in essere della situazione, ma sappiamo bene che non possiamo fare molto affidamento su di lui in questo periodo, a quella dei calciatori preferisce la compagnia di Dudù. Ad Arcore quindi si tiene quella che i media hanno definito una “cena-fiume” durante la quale il buon Adriano, illuminato sulla via di Damasco, decide di ritornare sui propri passi ed accetta di prolungare il suo rapporto professionale con l’A.C Milan, sforzandosi di convivere con la figlia del principale che nel frattempo aveva già contatto i probabili sostituiti. Quasi sicuramente questa decisione è stata presa per non rischiare di destabilizzare ulteriormente la squadra, adesso che pare dar qualche segno di ripresa, ma il momento dell’addio è stato semplicemente rimandato di qualche mese.

Alcuni giorni fa, invece, il dimissionario immaginario è stato Ariedo Braida, che si è visto spiattellare in prima pagina come partente assicurato dal Corriere dello Sport, che ha pensato bene di rigirare il coltello nella piaga, salvo poi essere smentito nemmeno qualche ora dopo. Sicuramente questo è un indizio di come il circo mediatico si stia approfittando ora più che mai della debolezza dei nostri quadri dirigenziali, anche perché mai prima d’ora notizie del genere senza il minimo fondamento avevano fatto la loro comparsa sulle pagine, web e non, dei giornali italiani.

Sul fronte del mercato abbiamo ulteriori conferme di quanto la situazione sia poco chiara (anche se sarei proprio curioso di sapere chi è che si sta occupando del mercato rossonero ora come ora): a Gennaio sono ormai dati per partenti Niang, Saponara e Cristante. Se posso acconsentire al prestito soprattutto del primo, che per il momento ha dimostrato di non essere un giocatore adatto al Milan, non capisco perché si debba dar via gli altri due: hanno avuto pochissime opportunità di mettersi in mostra, ma sono convinto che col prestito si rischia di perderli definitivamente.

Infine un piccolo appunto per quanto successo domenica pomeriggio a Torino: forse uno dei punti più bassi raggiunti dalla storia del calcio italiano, non tanto per il gesto in sé, che seppur giustificato da molti come una “cosa simpatica”, ha maggior rilevanza proprio perché compiuto da bambini che dovrebbero essere la speranza di un futuro migliore, non la premessa di un futuro di merda.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter