img1024-700_dettaglio2_Catania-MilanDopo questi giorni di incomprensioni, dimissioni annunciate e smentite, litigi veri o presunti, ma soprattutto tanta, troppa confusione, la vittoria di Catania arriva come una vera e propria boccata d’aria. Tre punti d’oro considerati gli altri risultati di questa domenica, una domenica che, in prospettiva classifica, in qualche modo ci sorride. Sorridono per ora anche Barbara e Adriano che hanno deciso di mettere da parte l’ascia da guerra e accontentarsi, a quanto sembra, di una divisione dei compiti: a Galliani rimarrebbe il ramo sportivo, mentre Barbara si occuperebbe delle questioni istituzionali, quindi marchio, nuovi mercati e dulcis in fundo la vicenda stadio. E ancora una volta si è reso necessario l’intervento del “grande capo” per dare una svolta definitiva alla situazione: una cena ad Arcore durante la quale Berlusconi avrebbe calmato i violenti spiriti e soprattutto rimediato all’offesa subita da Galliani dopo le parole, di certo non cordiali, della giovane figlia.

Ho spesso criticato Galliani per scelte poco accorte e soprattutto per la sua strenua difesa nei confronti di Allegri, una tattica che ci ha costretto troppe volte ad assistere alla disfatta di una squadra a causa scelte sbagliate (da notare che il livornese si ostina ancora a tenere in panchina giovani promettenti, vedi Saponara, pur di non togliere i suoi pupilli). Detto questo, credo che la tattica scelta da miss Barbara per il tanto atteso (e giusto) “cambio generazionale” non sia stata delle migliori: da quando è al Milan, Galliani ha fatto molto per la squadra, soprattutto negli anni in cui la presenza di Berlusconi era più costante, ha portato a termine affari importanti e si è dimostrato maestro di strategia diplomatica e dirigenziale. Per questo avrebbe forse meritato un trattamento diverso da parte di una persona che si affaccia al mondo del calcio per la prima volta. Anche solo per questione di età aggiungerei.

Berlusconi lo sa ed è intervenuto, mettendo una pezza là dove la figlia aveva esagerato. Galliani resta dunque almeno fino a fine stagione, quando, questa volta per davvero, lascerà il Milan e probabilmente si dedicherà alla politica. Mi riesce difficile pensare a un successore di Galliani e i nomi che circolano non mi convincono. Credo che con l’addio all’ad sarà necessaria una rivoluzione generale, che coinvolgerà tutto l’ambiente e che darà la sferzata necessaria per rimettere in piedi una squadra che sembra aver perso la sua identità ormai da troppo tempo. Una squadra che potrebbe ripartire da un simbolo, da uno come Kakà, che anche ieri ha trascinato la squadra verso la vittoria, un giocatore che ha messo d’accordo tutti, Galliani, Barbara e il Presidente mediatore.

Posted by SG

Editorialista del blog

5 Comments

  1. Vi dico la mia sui due AD:

    Ha sbagliato la Dottoressa Berlusconi, troppo precipitosa.
    Ha sbagliato G. a fare quelle dichiarazioni senza parlare prima col Presidente.

    Ha fatto benissimo il Presidente Berlusconi a optare per il doppio AD, così ognuno può parteggiare per l’AD che preferisce.

    L’AD per lui, l’AD per lei, l’AD per i gay.

    Quasi quasi ne metterei qualche altro. Tipo l’AD omosessuale e negro per le minoranze, un AD asiatico per il mercato dell’est e un AD indirizzato alla fascia 4-8 anni (con delega agli 8-12) per far aumentare il numero dei tifosi rossoneri (e quindi di chi acquista prodotti col brand Milan).

    1. Cario amico l’articolo di Silvia è serio e tu la butti in scherzo(ma siamo nel periodo natalizio). Aggiungo che rinunciare a Galliani significherebbe anche ‘far fuori’ il grande mediatore dei lauti introiti sui diritti televisivi, non soltanto del Milan, ma per le più importanti squadre del calcio italiano. Poi, come ho detto altrove, i rapporti d’amicizia tra Silvio ed Adriano vanno oltre ogni considerazione banale. Basti pensare che non lo ha sostituito nonostante Paolo Berlusconi volesse subentrare al fratello, quando Silvio ebbe, per me, la sciagurata e maledetta idea di ‘sporcarsi’ con la politica. Silvio non pensò neppure per un attimo che il Milan potesse rinunciare ad un dirigente della caratura di Adriano Galliani. Ora ti informo che il progetto del doppio AD è cosa serissima. Avrà durata quinquennale sempre che lo voglia anche l’ex AD tuttofare. Il Milan ritorna all’antico con Barbara che assume gerarchicamente il ruolo che fu del cugino di Silvio. Comincio a stropicciarmi gli occhi! Ora si dovrà sistemare l’assetto tecnico-organizzativo e Barbara ha proposto direttive rigorose(personalmente le condivido) che non lasciano spazio a fantasie e confusioni di sorta. Il rinnovamento si misura anche su proposte concrete e realizzabili. Gli uomnini da Milan, siano essi Albertini, Maldini e Seedorf, oppure altri ci sono. Lo stile Milan non è acqua fresca. Esiste da sempre al Milan. Ad eccezione di una fase, seguita al dopo Rizzoli, culminata come tutti sappiamo con una doppia retrocessione.
      Sarò un illuso…ma penso proprio che stia nascendo una nuova era del Milan e come giustamente ha osservato Silvia, il simbolo calcistico di questa nuova era non poteva che essere ‘Ricardino nostro’ al secolo Ricardo Leite dos Santos detto Kakà.

      1. Vorrei, cortesemente, che mi spiegassi una cosa, per favore: perche’ Silvio Berlusconi aveva assunto Moggi nei giorni precedenti allo scoppio di calciopoli ?
        Non credi che ci sia un po’ di contrasto tra questa decisione (l’assunzione di Moggi) e la presunta grandissima stima cheil Berlusca nutrirebbe per Galliani ?

  2. Purtroppo il tifo rossonero é composto in larga parte da coglioni che sono l’alibi perfetto per le prese in giro degli altri, causate dai problemi della squadra ma alimentate dal cervello assente di sta gente che a malapena sa leggere e si fa prendere da attacchi di isteria (e non isterismo…) per una partita di calcio.

    Attenzione! Tentativo di ribellione nel moVimento 5 Acciughe!! Pare ci sia una mente pensante!

  3. Allegri e gli allegraini sono un errore imperdonabile.

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