mondiali2010.alessandro.matri.abbraccio.balotelli.milan.cagliari.2013.2014.356x237Negli ultimi tempi si è tanto parlato dell’incapacità della difesa e della mancanza di centrocampo, ma credo che il vero e grande problema di questo Milan sia l’attacco, un attacco che produce tanto, ma non segna. La partita di sabato lo ha dimostrato: 28 tiri in porta e un solo gol, senza contare il rigore sbagliato. Spesso però nel mirino dei tifosi ci finiscono i difensori e i centrocampisti (de vedere in merito lo striscione contro Kevin Constant, definito imbarazzante, una presa di posizione pubblica che, per quanto condivido, non riesco a capire). Nonostante non siano eccelsi ma di medio scarsa caratura, i difensori rossoneri e alcuni centrocampisti sono nella media di qualità del calcio italiano, non di certo inferiori alla compagine nerazzurra.

Chi per ora è stato in qualche modo risparmiato dalle critiche è proprio l’attacco rossonero, che nelle ultime giornate ha però dimostrato di essere in piena crisi: oltre al momento no di un Balotelli svogliato e senza idee, che sembra stia giocando contro l’allenatore, non si può di certo affidare il peso dell’attacco nelle mani di un Matri sempre più bloccato e quasi impaurito, né in quelle di un troppo altalenante Robinho.

Migliore in campo sabato sera, come nelle ultime apparizioni, il redivivo Kakà, che mostra ogni volta di più la differenza tra un buon giocatore e un talento, nonostante l’età non più giovanissima e i tanti infortuni. Ammirando le sue ultime prestazioni vorrei discorrere con chi si opponeva al ritorno del brasiliano a chi lo riteneva un giocatore finito: è l’unico uomo di questo Milan a fare la differenza e a rialzare la soglia dalla mediocrità.

Osservando ciò che il campo ci offre, penso alle voci sulla vendita di El Shaarawy a gennaio: posto che non credo che l’affare si farà, mi pare inconcepibile anche solo pensare ad una cessione. Il Faraone serve a questa squadra come aria nei polmoni, così come il ritorno di Pazzini, una prima punta vera, che tanto ci è mancata. Ma soprattutto Balotelli deve riuscire a ritrovare quella concentrazione e soprattutto quella fiducia che pare aver perso per strada. I fischi e le contestazioni di certo non lo aiuteranno, ma potrebbero spronarlo una volta per tutte a riflettere su ciò che non va e ad imparare a mettersi al servizio della squadra.

Un ricambio in attacco sarebbe necessario ma ora come ora, in un momento buio che non sembra avere un termine, è necessario un cambio forte, una svolta. Ad esempio un cambio di allenatore. Un esempio a caso ovviamente.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog