C_27_articolo_97385_immagineprincipaleDisarmante. È l’unica definizione che al momento mi sento in grado di dare a un giocatore come Kevin Constant. Che il ragazzo fosse scarso non è di certo una novità: il suo passato e le sue prestazioni lo avevano già ampiamente dimostrato. Ma alcune sporadiche partite giocate dignitosamente avevano fatto pensare a molti di aver finalmente trovato il tanto atteso terzino, che sopperisse all’assenza di De Sciglio: anche Galliani non perse l’occasione di sottolineare la qualità dell’acquisto e la soddisfazione nell’aver seguito e poi preso un giocatore di tale caratura. Quelle partite però non mi hanno mai ingannata: Constant è sempre stato e sempre sarà un giocatore imbarazzante, un giocatore non di certo da Milan, ma forse nemmeno da serie A.

La prestazione di domenica non fa che confermare ciò che era già emerso in più di un’occasione: la facilità con la quale Biabiany ha più volte superato il milanista mi ha impressionato, ma è bastato poco per rendermi conto che il giocatore gialloblu non è improvvisamente diventato un fulmine imprendibile o un novello Pelè: è Kevin Constant a non saper svolgere il proprio ruolo. Gli innumerevoli quattro in pagella collezionati dal terzino non ripagano di certo la squadra da tutti i punti persi anche per causa sua. Constant non è da Milan e non è nemmeno da panchina del Milan. So che non è corretto ripensare a tutti coloro che da quel ruolo ci sono passati, lasciando nella mia mente ricordi indelebili, grazie alla classe e alla velocità che li contraddistingueva: in quel ruolo mi sono ritrovata a rimpiangere anche i vari Jankulovski, Serginho, Kaladhze e persino Francesco Coco (Antonini no, nonostante i gol non lo rimpiango).

Il mio monologo non vuole essere un attacco al giocatore, che non è semplicemente all’altezza di giocare a questi livelli: la mia critica è verso chi ha deciso di comprarlo, dopo averlo visionato, ma non solo, anche verso chi continua a difenderlo e definirlo un buon acquisto. Mi concentro su Constant, ma potrei enumerare una lunga lista di casi simili a quello del guineano. Che giustamente, sentendosi valorizzato, non ci ha messo molto a montarsi la testa e chiedere al parrucchiere la celebre cresta da campioni. Constant è solo il bersaglio di uno sfogo forse eccessivo da parte di una tifosa delusa da una squadra senza gioco e senza mordente, una squadra che lancia segnali di ripresa e poi butta tutto all’aria, una squadra sfortunata, che sa recuperare due gol in un momento difficile, ma che poi perde tutto a causa di errori banali come il posizionamento di una barriera. Sono stufa di assistere a passi indietro e di vedere giocatori che danno l’anima per altri compagni che invece non sembrano preoccuparsi, giocatori che vengono sostituiti quando sono gli unici a dare un’ombra di gioco alla squadra. Rivoglio il mio Milan.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog