balotelliChe Balotelli sia un personaggio a dir poco discusso non è di certo cosa nuova. Ma da qui a diventare oggetto di critiche odierne, al centro di scandali giornalieri scatenati da ogni azione mi pare esagerato. Sono sempre stata molto critica nei confronti di Mario, soprattutto dopo il suo exploit al termine di Milan – Napoli: un eccesso improvviso e ingiustificabile che ha lasciato la squadra senza l’unico vero fuoriclasse per 3 lunghe giornate, in un momento di estrema difficoltà. Dopo l’espulsione ho sostenuto con forza la posizione di Allegri e della società, che per la prima volta non si sono schierati dalla parte del giocatore, ma hanno criticato i suoi atteggiamenti, sperando così di “fargli imparare la lezione”. Ma ciò che è successo negli ultimi giorni, giorni che hanno contribuito a dipingere un’immagine grottesca di Mario, penso sia da condannare.

Nell’ordine Mario infatti è stato accusato di improvvisare una febbre inesistente per non giocare con la maglia azzurra e poter tornare a casa, prendere a manate un povero cameraman che cercava solo di fare il suo lavoro, ribellarsi contro i giornalisti arrivando addirittura a twittare di non voler assumere l’ambito titolo di simbolo anticamorra e, dulcis in fundo, dopo aver scoperto di non poter tornare a Milano la notte stessa, Balotelli non ha voluto passare una notte in più a Napoli, si è PERSINO arrabbiato e ha deciso di pagare un autista per farsi portare a Roma e stringere i tempi.

Provo ora a rimuovere quell’alone di antipatia e quell’immagine di capriccioso insopportabile ragazzino che i media tanto amano, e interpretare questi fatti. Potrebbe infatti essere che Mario avesse realmente la febbre sabato, che avere una telecamera appoggiata al viso e all’orecchio per 5 minuti lo avesse leggermente infastidito, che non apprezzasse particolarmente il fatto di essere associato alla Camorra dopo i suoi trascorsi e in ultimo che dopo una sfrenata corsa verso l’aeroporto lo scoprire l’annullamento del volo non lo avesse di certo rallegrato. Ma soprattutto tutto questo a noi interessa? A me no. Ciò che mi interessa è che Balotelli segni, giochi per la squadra, si impegni e soprattutto che porti i compagni alla vittoria. E mi sembra che per la Nazionale lo abbia fatto, nonostante i pochi minuti giocati.

Mario non è mai stato e credo non sarà mai esempio di rettitudine, di semplicità e di serenità. Ma quello che diventerà è un grande giocatore. Quello che deve interessare a lui e a tutti è ciò che accade sul campo: per questo io non accetto le sue intemperanze sul tappeto di gioco, perché sono quelle ad avere effetto negativo sulla squadra e sui risultati. L’accanimento verso Mario e la tendenza a trasformare in drammi da prima pagina qualsiasi aspetto della sua vita, lo assilla sin dai tempi di Manchester. Ma la stampa inglese si sa, di gossip e malelingue ci vive. Speravo solo che non lo facesse anche quella italiana. Balotelli però ha capito come reagire a questo: con i gol e le prestazioni. Per mettere a tacere tutti.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog