stephan-el-shaarawy2Con l’arrivo di Kakà e di Matri, e con la permanenza di Robinho e Niang, si prospettano problemi di sovrabbondanza per l’attacco rossonero. E chi probabilmente finirà per subire maggiormente le conseguenze di questo possibile turnover, soprattutto dal punto di vista mentale, potrebbe essere Stephan El Shaarawy, precipitato al quinto posto in attacco nelle gerarchie del tecnico rossonero. Da insostituibile e punto cardine dell’attacco milanista, da gennaio in avanti è diventato man mano una sorta di fardello di cui liberarsi.

Dopo il suo disastroso girone di ritorno, non solo per la quasi assenza di reti, ma anche per prestazioni totalmente incolori, la società si era convinta che la soluzione giusta fosse quella di sfruttare l’onda dell’entusiasmo prima che si facesse troppo tardi e quindi incassare: nelle fantasie di Galliani già si pensava a rimpolpare le casse rossonere con un bel gruzzolo grazie alla vendita di questo ragazzo, innegabilmente bravo ma che nessuno crede possa diventare un grande campione. La grande offerta, però, giunse solamente da un club mediocre, e il Faraone, giustamente, non se la sentì di lasciare la serie A per finire relegato nel decisamente meno prestigioso campionato russo. Quella dell’Anzhi è infatti rimasta per tutta l’estate l’unica offerta concreta: il Milan ha dovuto così accettare la volontà del giocatore di restare a Milano.

Il vero intento della società era quello di venderlo, ma nessun club si è realmente presentato con un’offerta degna: anche le voci sui 30 milioni offerti dal City per il Faraone non sono mai state confermate, perché probabilmente non sono mai esistite. Quindi che ci risparmino i classici: “El Shaarawy è un incedibile”, “Elsha futuro del Milan”, “Il Faraone non è in vendita”, perché non è così. Giustificare la mancata cessione e il successivo abbandono di tutte le strategie di mercato dipendenti dai soldi della vendita di El Shaarawy, con questioni di cuore è abbastanza ridicolo. Credo che il futuro di El Shaarawy non sarà al Milan, che sta solamente attendendo l’offerta giusta: lo dimostrano i giudizi non proprio esaltanti sul Faraone espressi nelle ultime settimane: da pupillo dei giornalisti, Stephan si è improvvisamente trasformato in giovane che deve trovare la sua strada e che deve crearsi il suo spazio, dimostrando il carattere e la voglia assenti nelle ultime apparizioni. Un segnale che indica inevitabilmente un allontanamento tra l’italo egiziano e i colori rossoneri: fino a poco tempo fa El Shaarawy era un intoccabile e c’era addirittura chi si scandalizzava sentendo parlare di cessione e di momento di calo.

Ad oggi Prandelli cerca ancora di proteggerlo, ricordando la sua tenera età: ormai è palese come Elsha abbia un problema soprattutto a livello mentale, come soffra la concorrenza e il digiuno da reti. Uno stato d’animo da cui non riesce ad uscire ormai da troppi mesi e l’arrivo di un attaccante in più di certo non lo aiuterà. È proprio per questo che credo che le voci di un forte interesse del Borussia Dortmund per il Faraone siano fondate: a gennaio infatti potrebbero arrivare offerte più che interessanti e credo che questa volta il Milan darà una risposta molto diversa. Anche se non credo che cederlo sia realmente la cosa giusta da fare.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog