2013-08-24T172606Z_114984795_GM1E98P03WG01_RTRMADP_3_SOCCER-ITALY--630x365Non cambia nulla. Non cambia nulla rispetto agli inizi orribili che il caciuccaro ci ha risparmiato negli altri anni dato che la gara di stasera è sembrata la brutta copia di prestazioni come Cesena 2010 o l’esordio con la Samp nello scorso anno. Una squadra lenta, svogliata e con la testa altrove – una squadra che è uscita dal campo dopo aver giocato 20′ trovando il gol con Poli unica nota positiva della serata. Poi il tracollo, poi il 27° gol subito su calcio d’angolo negli ultimi 3 anni – ennesima colpa di un allenatore incapace bocciato in quello che dovrebbe essere il suo settore (gli schemi) e senza nemmeno l’attenuante della rosa (Thiago Silva). L’unica attenuante viene dal fatto che a Balotelli oggi non è stato fischiato nulla – neppure un rigore netto nel finale che avrebbe potuto cambiare le sorti della gara: forse era il caso di far valere il peso mediatico di una società come il Milan nel momento in cui altre hanno passato l’estate a parlare indisturbate di terzi sul campo, di rigore per il milan e di Balotelli simulatore.

Ci si è chiesti per tutta l’estate quale sia la differenza tra noi e la Juve – oggi abbiamo avuto la dimostrazione palese di come prima che un divario tecnico ci sia tra le due squadre un enorme divario di mentalità. Abbiamo giocato convinti di andare là a vincere con il solito immobilismo a centrocampo, concedendo contropiedi facili anche e soprattutto per aver lasciato le tre punte ferme (El Sha, Niang da 4 e Balo da 5) ed isolate costringendo i centrocampisti a salire troppo.  Gli errori sono sempre gli stessi da due anni e mezzo – bisognerebbe lavorare cercando di comprendere e risolvere i propri limiti invece di cercare sempre il fuoriclasse che te la risolve. Oggi Balotelli non c’è stato e non si è saputo trovare una alternativa di gioco credibile che non passi per la palla lunga al quarantacinque. Non si è saputo allargare il gioco e far scoprire gli avversari per sfruttare le ripartenze di Niang ed El Sharaawy quando si era sotto. Possesso sterile, sempre e maledettamente lo stesso possesso sterile.

Ora si va fino a mercoledì con il grande ritorno degli Allegriani e dei disfattisti a difendere il solito incapace e a parlare di quinto posto / retrocessione. Si va a giocarsi quella che potrebbe essere la partita più importante della stagione e l’unica possibilità di fare mercato da qua alla fine. La vera domanda è: serve veramente? Serve veramente rinforzare una squadra che ha ottenuto 40 punti nello scorso girone di ritorno? Siamo veramente sicuri che con un Eriksen, un Astori o un Honda in più i soliti bambini capricciosi non continuerebbero a parlare di squadra scarsa? Aspettiamo mercoledì e vediamo come continuerà da qua alla sosta ma l’inizio non è dei migliori. Non so quale sia la tattica del mister ma mi rifiuto di passare un’altra stagione partendo piano al solo fine di far sembrare un terzo posto guadagnato per miracolo un secondo posto perso.

HELLAS VERONA – MILAN 2-1
Verona (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Moras, Maietta, Albertazzi; Jorginho, Donati (85′ Hallfredsson), Romulo; Jankovic, Toni (85′ Cacia) Martinho (76′ Gomez). A disp: Nicolas, Mihaylov, Bianchetti, Cirigliano, Laner, Sgrigna, Grossi, Sala, Longo. All.: Mandorlini
Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Zapata, Constant (75′ Robinho); Nocerino, Montolivo, Poli; Niang (65′ Emanuelson), Balotelli, El Shaarawy (64′ Petagna). A disp: Amelia, Coppola, De Sciglio, Silvestre, De Jong, Zaccardo, Cristante. All.: Allegri
Arbitro: Gianpaolo Calvarese
Marcatori: 14′ Poli (M), 30′, 53′ Toni (V)
Ammoniti: Jorginho, Jankovic (V), Montolivo, Zapata, Balotelli (M)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.