milCon domenica terminerà la stagione 2012-13, se escludiamo la finale di Coppa Italia (derby fra le due romane) di fine mese. Annata non particolarmente carica di soddisfazioni per i colori rossoneri, anche se una squadra tutta da costruire -almeno ad agosto- può arrivare a un obiettivo impensabile dopo sole 8 giornate.

A parte i soliti difetti, come l’assoluta mancanza di schemi sugli angoli a cui Thiago poneva rimedio, e all’inizio anche l’assenza di gioco d’attacco, una volta avviata la stagione anche i neo-acquisti come Zapata, Montolivo e De Jong (prima dell’infortunio), oltre a Pazzini, si sono ben inseriti. Lo squallido pareggio di Champions con l’Anderlecht, davanti a 25.000 spettatori, penso un record negativo per le partite recenti del Milan, faceva presagire il peggio. Con il 2-3 allo Zenit, la squadra comincia a prendere un tantino di fiducia, ma è lo scontro diretto con la Juventus (1-0, con il contestato rigore di Robinho) a dare la spinta decisiva alla squadra.

Il 4-3-3 è ormai collaudato, e la squadra rimonta. Ma la botta psicologica arriva la sera del 12 marzo a Barcellona. Una squadra senza nerbo, senza nessun tipo di mordente, 11 persone che girano per il campo con l’aria di non sapere dove si trovano, subisce 4 reti dal Barcellona, la stessa squadra sconfitta all’andata. Ed è questo, più che i difetti tattici -nessuna squadra è perfetta, forse lo è stato solo il Barça del “sestete” anche se, come sappiamo, su quella Champions c’è un nome che pesa, un certo Tom Ovrebo– a pesare su Allegri. Il suo dai dai, che fa da sottofondo a tutte le partite del Milan, non si può definire motivazione. Lo dico: con uno come Conte il Milan sarebbe passato.

Tra accuse di complotti, da parte di un conduttore interista e dell’ad della Fiorentina che accusa il Milan di “giocare sempre prima” quando il giorno dopo c’è Pescara-Milan inserito come anticipo, e di un allenatore della stessa Fiorentina che fa battute degne dei peggiori film natalizi di Boldi a proposito della toppa Champions sulla maglia del Milan, domenica ci sarà l’atto conclusivo. Premesso che anche gli anni scorsi si presentavano le maglie della stagione successiva, ma con gli elementi (scudetto-toppe) della stagione in corso, l’occasione è buona per mettere a tacere tutti i critici, che sperano in un passo falso. Tanto qualunque cosa succeda, dopo la lettera “meglio in EL che ladri” pioveranno accuse da tutte le parti, e in campo milanista la situazione non è tanto migliore: in caso di terzo posto “ci saranno i presupposti per la conferma” di Allegri, mentre con il quarto si dirà che “con la squadra che aveva ha già fatto tanto”. Piccola nota a margine: si dice che la Juve voglia acquistare a parametro zero Bonera. Prepariamoci al peggio: a Brasile 2014, il titolare a fianco di Chiellini sarà lui.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014