Boateng-biondoManca ancora una giornata a fine stagione: tra soli 5 giorni sarà tempo di bilanci, di tirare le somme e di guardare al futuro. Ma non credo che servano altri 5 giorni per decretare disastrosa la stagione di Boateng, di quel giocatore che porta sulla maglia il numero che fu di Seedorf, Rui Costa, Boban, Savicevic e non solo, un 10 che irrita chiunque lo veda oggi sulle spalle del ghanese.

Non sono mai stata una fan del Prince, ma ammetto che la sua prima stagione abbagliò un po’ tutti: numeri, gol e tanto, forse troppo movimento. I suoi inserimenti, così come quelli di Nocerino, si sono rivelati fondamentali in una squadra con Ibrahimovic unica punta, con lo svedese in grado di liberare gli spazi portando a spasso 2 0 3 difensori per volta. Ma di Ibra ne esiste purtroppo soltanto uno in tutto il mondo, e con la partenza dello svedese, il Milan ha avuto bisogno di un vero modulo di gioco e soprattutto di idee, niente che Boateng potesse offrire. Senza Ibrahimovic i giocatori hanno rivelato il loro reale potenziale e, se Nocerino ha dimostrato di essere un giocatore mediocre ma almeno con mordente, voglia e attaccamento alla squadra, Boateng ha messo in mostra quell’indolenza che si può concedere solo e soltanto ai grandi campioni, a coloro che con una magia sono in grado di cambiare una partita e una stagione. E KPB non è uno di questi. Si è rivelato “tutto fumo e niente arrosto”, un giocatore alla perenne ricerca della giocata risolutrice, del colpo di fino, della mossa atletica e capace allo stesso tempo di sbagliare le mosse e i passaggi più semplici. E i suoi miseri 2 gol stagionali lo dimostrano.

A tutto questo non ha di certo contribuito il continuo cambiamento di ruolo del giocatore: nel corso di questa stagione Allegri ha tentato invano di trovare la posizione ideale di Boateng e dopo il fallimentare tentativo nelle prime uscite di schierarlo come trequartista (la posizione preferita dallo stesso giocatore), il mister sembrava aver trovato la soluzione congeniale alle qualità del Prince, ovvero il ruolo di attaccante esterno. Il tridente ha funzionato ed è stato l’arma in più del Milan della rimonta, anche se gran parte del merito andrebbe attribuito all’altro terminale offensivo, quello di sinistra, quello Stephan El Shaarawy spentosi nelle ultime settimane. Sì, perché anche nel tridente offensivo, Boateng non ha mai impressionato, ma ha anzi dimostrato ancora di più la sua poca incisività e la discontinuità delle sue prestazioni: non dimentico certe sue partite totalmente impalpabili, tanto che se la squadra avesse giocato in 10 poco sarebbe cambiato. Di certo non ha giovato il suo atteggiamento rinunciatario e fastidioso in campo e fuori, dove il suo interesse principale è sempre sembrato essere rivolto più alla fidanzata famosa che agli allenamenti e al campo.

Io continuo a pensare che la posizione in cui Boateng renderebbe di più è quella di centrocampista esterno, di mezzala, posizione che però al giocatore stesso non piace e che quindi ricopre malvolentieri: la forza e soprattutto la voglia di “spaccare tutto” del Boateng della scorsa stagione in quel ruolo, credo sarebbe fondamentale per una squadra come il Milan che soffre molto a centrocampo, soprattutto in assenza della classe e delle idee di Riccardo Montolivo. A giudicare dal carattere e dalla testardaggine di Boateng però questo non credo possa accadere: credo quindi che alla luce della stagione disastrosa e dell’atteggiamento poco costruttivo del giocatore, la società dovrebbe riflettere seriamente sul suo futuro e probabilmente non dovrebbe confermargli la fiducia solo in memoria della prestazioni di due anni fa. O almeno mi auguro che se si decidesse di non venderlo, gli sia tolto quel numero dalla maglia.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog