soc_g_pazzini_gb1_576_576Dopo partite del genere, di solito si dice di aver perso un anno di vita. La banda Allegri ha provato a combinarne un’altra delle sue, provando a regalare una vittoria agli avversari con soli due tiri in porta concessi; un record, che si va ad aggiungere alle già storiche figuracce passate. Il Milan non riesce più a non barcollare, e questa volta servono i santi dalla panchina e le bombe di Super Mario a scassinare la porta che ci aveva fino ad allora tenuto fuori dalla qualificazione alla Champions.

In realtà che i giocatori in campo fossero vogliosi di vincere si era visto fin da subito, dato che quasi nessuno nell’arco dei primi 45 minuti si è risparmiato, trasformando la gara in una sorta di battaglia a tutto campo. Come spesso succede però è l’imprecisione a condannarci maledettamente, ed anche un po’ di sfortuna (vedi tiro di Boateng), senza le quali sicuramente la pratica sarebbe già stata archiviata prima ancora dell’intervallo. Ma non si potrà mai star tranquilli fino a quando continueremo a ballare maledettamente in difesa; oltre agli uomini, sulle cui qualità calcistiche ho sempre meno certezze, è l’approccio tattico e mentale che manca totalmente, e ci porta ad essere terribilmente vulnerabili. La mossa di rimettere Bonera al posto di Zapata ha dato frutti amari e immangiabili, per non parlare dell’inadeguatezza di chi dovrebbe difendere la nostra porta. Sono questi purtroppo i limiti da colmare, non tanto quest’anno visto che ormai la lotta giunge al termine, ma per il futuro.

La cosa fondamentale però, a questo punto del campionato, è quella di aver portato a casa tre punti pesantissimi, dopo che la Fiorentina ci aveva momentaneamente sorpassato. Dobbiamo tutto al Pazzo, quello che quando era all’Inter era stato esiliato, ed era stato ceduto di soprassalto al Milan manco fosse un pacco bomba. No, cari interisti, non era lui quello da gettare, non era lui quello imprevedibile, ma piuttosto quel Cassano abituato alle frasi ad effetto durante le conferenze stampa, puntualmente smentite dai fatti qualche mese dopo, sul campo e soprattutto fuori dal campo. Se per lui sopra il Milan c’è l’Inter, bè per noi sopra Cassano c’è Pazzini, c’è Balotelli, c’è El Shaarawy, c’è Niang e tanti altri ancora.

Tornando a parlare di calcio giocato, tra i nomi fatti c’è quello di El Shaarawy, che i criticatori di professione si sono nuovamente affrettati a definire un bidone, un fuoco di paglia, una prima donna e chi più ne ha più ne metta, solo per l’unica grande voglia di portare avanti la loro tesi, sempre e comunque e senza compromessi. Con i paraocchi insomma, perché le cose vanno analizzate e contestualizzate. Stephan ha 20 anni, al primo anno da titolare in serie A ha realizzato 19 reti in 42 partite considerando anche le coppe. L’evidenza dice che da Dicembre è in calo, un calo netto e deciso, per una serie di motivi che vanno dal fisiologico rilassamento dopo che per mesi era stato l’unico cardine su cui far girare la squadra, all’ansia che di giornata in giornata giornalisti e, a questo punto, anche alcuni tifosi gli mettono addosso proprio perché pronti a spadellargli in faccia ogni cattiva prestazione. La mia visione dei fatti è che è ancora giovane, e va lasciato crescere in santa pace, senza troppe ansie. I periodi no capitano a tutti i grandi campioni, ed io sono sicuro che anche lui lo sia…dategli solo il tempo di razionalizzarlo, magari con un allenatore che ne valorizzi ancor di più le qualità.

La chiudo qui, dicendo solo che mancano quattro partite al termine, e dodici punti da conquistare a tutti i costi, per dare un senso al “Pazzo Milan” di ieri e ritrovarci alla fine della stagione nella competizione che ci spetta.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.