GallianiGiorno di bilancio in casa Milan, economico e non. Due lati della medaglia, due resoconti opposti di una stagione che calcisticamente deve ancora finire. L’assemblea degli azionisti rossoneri ha fornito buone notizie: un bilancio sempre in rosso, ma di soli 7 milioni, ben 70 milioni in meno della stagione precedente e un bilancio che il prossimo anno dovrebbe sorridere ancora di più ai rossoneri, in quanto si vedranno gli effetti delle cessioni di Thiago e Ibra, per quanto riguarda il monte stipendi. Una buona notizia accompagnata dal sorrisone di Adriano Galliani che parla con orgoglio delle operazioni portate a termine la scorsa stagione che hanno permesso questo risultato. Un ottimismo che però sparisce se pensiamo invece al bilancio calcistico di queste ultime partite: un bilancio funereo oserei dire.

Nessuno si aspettava un bottino pieno da queste ultime tre partite contro Fiorentina Napoli e Juve, ma credo anche che 2 punti in 3 partite siano veramente poca cosa per chi aspira, anzi aspirava, al secondo posto. Alla fine del primo tempo contro i viola il Milan si trovava a più 9 sulla stessa Fiorentina: vantaggio che nel giro di tre partite si è miseramente ridotto a un solo punto. E di conseguenza sono cambiate notevolmente le ambizioni di questa squadra: fino a tre settimane io stessa parlavo di secondo posto e si studiavano strategie per superare il Napoli, mentre ora ci guardiamo con terrore alle spalle, con un solo punto che ci separa dal baratro, dall’abbandono di ogni speranza europea per quanto riguarda la Champions League. Ed è inutile ripetere che per come siamo partiti un quarto o un quinto posto sembra già un traguardo accettabilissimo: la verità è che non dovevamo partire in quel modo, il Milan non può raccogliere così pochi punti nelle prime partite e l’aver toccato la speranza Champions in queste ultime giornate rende ancora più insopportabile l’idea di doversi accontentare dell’Europa League.

Scaricare tutte le colpe su Allegri mi sembra troppo facile: il livornese riesce sempre a metterci un po’ del suo, tra le incomprensibili scelte di schierare Robinho in attacco al posto di Boateng e Constant al posto di De Sciglio contro la Juve, tra la solita parabola delle sue squadre che iniziano con un debutto disastroso per poi concedersi una rimonta che ha dell’incredibile, finendo con un crollo verticale a fine stagione (vedi lo scorso anno) e per finire con le pessime prestazioni contro le grandi. Allegri colpevole quindi, ma di certo non è l’unico: nelle ultime uscite abbiamo assistito al calo di El Shaarawy, al ritorno di disastro-Abate, alla difesa che prende gol sempre più evitabili, all’evidente assenza di portieri di alto livello. Difetti che hanno un certo peso in questo crollo della squadra.

Guardare il calendario e studiarne le differenze rispetto a quella della Fiorentina mi sembra inutile: nonostante all’apparenza appaia più abbordabile quello rossonero, la squadra ha dimostrato di soffrire di un preoccupante calo fisico nonché di idee e non so se questi problemi possano risolversi contro le cosiddette piccole in lotta per la salvezza. In più aggiungo che la Fiorentina, supportata nell’ultimo periodo dalle braccia della Dea Bendata e di qualche arbitro, potrebbe trovare il modo per non perdere punti per strada. È quindi molto difficile fare pronostici, difficile parlare di futuro: nonostante le dolci parole di società e dirigenti, credo che molto dipenderà da queste ultime cinque partite e dalla conquista del terzo posto. Cinque partite che valgono l’Europa, valgono soldi e per Allegri valgono un posto sulla panchina rossonera il prossimo anno.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog