26258-allegri-allenatore-del-milan-con-robinhoE così il ciclo infernale è terminato, tra polemiche e delusioni. Il Milan, dopo Fiorentina, Napoli e Juventus ne esce con i lividi sulla pelle, anche se le ossa sono ancora sane, e due soli punti accumulati in tre gare. Avrei volentieri commentato altro, magari un secondo posto più vicino se non raggiunto, ma è andata così e ho l’impressione che più di tanto, con gli elementi attuali, non si potesse fare.

A Torino ci siamo andati con la falsa pretesa di essere aggressivi, armati di chissà quali convinzioni per mano del semi-allenatore in panca. Boateng cambia ancora ruolo, va a centrocampo, in attacco si riconferma Robinho. Ecco, su questo nome già qualcosa inizia a vacillare, visto che il brasiliano appare del tutto fuori forma, fuori posizione e, conseguentemente, fuori dal gioco. Una scelta insensata, non perché si voglia parlare dopo aver preso visione, ma più che altro perché di questo stato confusionario di Robinho tutti se ne erano già resi conto nella gara contro il Napoli. Un attaccante bruciato quindi, ed il nostro già povero arsenale che perde in partenza tanto potere d’attacco, oltre a quello che già i saggi giudici sportivi ci avevano tolto per non si sa quale motivo.

C’è poi da assodare la questione Abate, ancora preferito a De Sciglio per motivi del tutto misteriosi, che lui sì si arma di buona volontà per entrare in perfetta “forma-derby”; indolente in attacco, con cross sparacchiati qua e là verso gli spalti, e disastroso in difesa probabilmente nell’unica palla leggermente più complicata delle altre, ma comunque banale per un giocatore da Milan. Se a questo ci aggiungiamo Amelia, volenteroso di andare a toccare un pallone del tutto innocuo, la frittata è fatta, e il risultato compromesso

Juventus-Milan merita però una considerazione generale, sul livello mostrato dalla nostra squadra in una gara in cui l’orgoglio e la voglia di vincere sarebbero dovuti bastare ad armare qualsiasi giocatore, qualsiasi giocata. E invece abbiamo visto poco o niente, una squadra che si è affannata a fare dello sterile possesso palla, tra le altre cose rischiando sempre di perderla, senza di fatto sottoporre la difesa avversaria a nessun pericolo. Prevedibili, poveri e disinnescati, da un uomo che quando c’è da sbagliare sbaglia, quando c’è da scegliere lo fa in ritardo, e sembra anche che riesca ad attirare le peggiori sfortune (e non sto parlando di Bersani eh!!).

E ora? Ripartire, decisamente ripartire. Pensando che per ora siamo al terzo posto, e che quantomeno se ci scappa sarà solo e soltanto per delle nostre mancanze, non perché altri non hanno perso. Ci stanno con il fiato sul collo, e vogliono farci credere che anche per Inter, Roma e Lazio siamo diventati un facile bersaglio da centrare; dobbiamo lottare anche contro questo, lo sappiamo e lo abbiamo sempre saputo. Armiamoci quindi di buona volontà, di un po’ di fiducia e, specie per quel che riguarda Allegri, di una buona dose di saggezza e conoscenza calcistica. Lo so, se non l’ha avuta fino ad ora sarà difficile che qualcosa cambi, ma la speranza è l’ultima a morire, chissà che qualcuno possa illuminarlo. Armiamoci, e ripartiamo!!  

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.