625549_464743083594213_1559680653_nE così non sarà solo la nostra la squadra di Milano a finire a “zero titoli” la stagione in corso: con l’eliminazione dalla coppa Italia, infatti, anche la banda Stramaccioni è finita fuori dalle due competizioni dove poteva puntare alla vittoria visto che per lo scudetto ormai lo esclude anche la matematica. I numeri parlano chiaro: nelle ultime tredici gare del torneo i nerazzurri hanno realizzato 12 punti in 13 partite – una media da retrocessione che però viene nascosta anche e soprattutto per quel buon inizio di campionato che li aveva portati, non senza qualche favore arbitrale (leggasi derby d’andata) a ridosso della capolista.

La notizia è che però sui giornali della crisi inter non c’è quasi mai traccia. Stramaccioni appare come un allenatore privo di colpe, quasi una vittima degli infortuni, gli stessi che lo scorso anno venivano nascosti per far apparire grande la Juventus capace di vincere di misura su un Milan per larga parte privato dei suoi migliori giocatori proprio a causa di problemi muscolari. Non è un mistero che i nerazzurri godano di un trattamento favorevole su alcuni giornali – specie quelli di famiglia RCS – ma siamo ormai arrivati al punto che una crisi pari se non peggiore a quella del Milan “da zona retrocessione” viene nascosta, anzi, contrastata con le assurde teorie di Paolo Bonolis riprese ed ampliate a gran voce dai media secondo le quali il Milan sarebbe spinto in Champions League.

D’altronde agli interisti basta questo: il Milan – eterno termine di paragone in una dicotomia mai risolta di rivalità cittadina. E’ noto da tempo che gli dei bauscia in un campionato italiano sono, nell’ordine, vincere un derby e arrivare davanti ai rossoneri a fine stagione – se poi ci scappa il titolo bene ma di certo non è importante, fa parte della loro mentalità da eterni secondi. Tra il dire e il fare c’è, però, di mezzo il mare rappresentato in questo momento da ben nove punti e quattro posizioni di distacco tra le due milanesi abbastanza per giustificare quella che, a sei giornate dalla fine, rappresenta una netta supremazia rossonera sul derby di Milano difficile da accettare.

Si è parlato di un Milan che ha fatto grandi investimenti eppure, la realtà, è parecchio diversa: i diversamente onesti hanno infatti concluso l’ultimo mercato con 12 milioni di euro di passivo mentre i rossoneri ne hanno avuti 35 di attivo per via delle due illustri e sanguinose cessioni e, se si va a vedere il quinquennio post-calciopoli, ci sono più di 70 milioni di differenza dei cartellini a favore nerazzurro. La realtà è ancora più diversa e, forse, più tragica: la realtà è che il Milan ha una dirigenza capace nella persona di Adriano Galliani che è stato capace di fare miracoli sul mercato con un presidente che ha speso molto meno delle prime sette in classifica pur rimanendo davanti a gran parte di queste contro un Branca che ha saputo vincere solamente perché nel periodo post-calciopoli ha dilapidato più denaro di squadre distrutte da una inchiesta in cui anche l’Inter doveva essere coinvolta: un vantaggio potenziale di competitività di quindici anni già azzerato dopo cinque. Dissi in tempi non sospetti che il primo scudetto vero dell’Inter sarebbe stato il primo vinto dopo una squadra diversa dai nerazzurri nel periodo post-2006 – più questo tarda ad arrivare più è il segno che la società ha vissuto di rendita su vantaggi di cui non doveva godere.

La realtà è che l’Inter arriva nel peggiore dei modi al Fair Play finanziario: i nerazzurri rischiano di chiudere il bilancio 2013 con un passivo di circa 70 milioni di euro a cui si andrà ad aggiungere un’altra mancata partecipazione alle coppe europee nella prossima stagione che, sommata all’impossibilità di ricapitalizzare in maniera diretta per le nuove regole si tradurrà in una incapacità dell’Inter di tornare ad alti livelli per, almeno, i prossimi cinque o sei anni periodo in cui dovrà rifondare ripartendo con la rosa attuale composta per la gran parte da giocatori a fine carriera. Fa ridere oggi pensare che molti di noi vedevano i nerazzurri davanti all’inizio del torneo – per fortuna la nostra società non ha seguito la strada della seconda squadra di Milano arrivando ad avere quella che oggi è una rosa relativamente giovane con un monte ingaggi basso sul quale poter costruire in breve tempo una squadra vincente partendo da un undici che ormai da sei mesi a questa parte viaggia su ritmi superiori anche a quelli della Juventus capolista. Cose che ovviamente sui media di regime – quelli per il quale il mani di Aronica nel 2011 è involontario e quello di Flamini nel 2013 no, per intenderci – non compaiono: chissà come esploderebbe l’ambiente di interello bianco se solo venisse massacrato come lo siamo stati noi nelle prime otto giornate….

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.