Z_Fiorentina_Milan_AmbrosiniUna partita bruttina quella di sabato a Verona, senza grandi giocate, occasioni, una partita che poteva terminare a reti inviolate senza recriminazioni da entrambe le parti. Ma così non è stato e il Milan ha portato a casa 3 punti fondamentali per la corsa al secondo posto, alla luce della vittoria in extremis del Napoli a Torino. Ed è proprio la vittoria contro il Chievo ad essere sintomo di grande squadra, o almeno di tentativo di diventarla.

Solo pochi mesi fa, un match come quello di sabato sarebbe terminato 0 a 0 o addirittura sarebbe potuto pendere a favore degli avversari, con un amnesia difensiva che avrebbe dato via libera al gol dei veneti. Ma le cose sono andate diversamente ed è anche merito della difesa del Milan, tanto criticata e vituperata, da me compresa, ma che nei fatti non prende gol da ben 379 minuti. Un vero e proprio record per l’attuale difesa rossonera, che pur non avendo ancora trovato i suoi interpreti titolari, soprattutto nel ruolo dei centrali difensivi, presenta delle buone alternative.

Penso che una gran parte di merito di questa sorta di imbattibilità difensiva unita a un consistevole aumento in percentuale di possesso palla, vada attribuita al lavoro Massimiliano Allegri: il Milan non può più vantare dei veri e propri campioni in difesa, dei fuoriclasse alla Nesta o Thiago Silva, ma offre dei buoni giocatori che, uniti a un buon modulo e a una perfetta organizzazione difensiva, permettono alla squadra di non prendere gol da più di un mese. È merito del mister infatti se centrocampisti ed attaccanti abbiano imparato a tornare a dare una mano in difesa e riescano a raddoppiare sugli avversari come in rossonero non si vedeva fare da tempo.

Una modalità di gioco fondamentale nel prossimo mese di campionato, il mese più duro che deciderà le sorti di questa squadra e darà una chiara impronta alla classifica finale, decretando coloro destinate a giocarsi un posto in Europa la prossima stagione. Fiorentina, Napoli, Juventus: il trittico delle prossime avversarie dei rossoneri spaventa, ma rappresenta anche una vera e propria prova di maturità, un esame per questa squadra giovane e in formazione che pare finalmente aver trovato la quadratura del cerchio ed ha ora l’occasione di dimostrarlo. La partita di domenica a Firenze potrebbe forse essere la più dura delle tre, il match dove il Milan potrebbe lasciare qualche punto. La squadra di Montella ha un buon gioco, forza fisica e soprattutto degli ottimi interpreti. La mancanza di Jovetic pende sicuramente a favore dei rossoneri, ma la viola vorrà riscattarsi dopo la sconfitta di Cagliari e non c’è modo migliore che una vittoria casalinga contro i rivali per l’Europa. Non voglio dire che contro Napoli e Juve sarà facile, ma la Fiorentina mi spaventa di più: i partenopei sono in un evidente momento di calo e, come hanno dimostrato a Torino, diventano sempre più Cavani dipendenti.

Per quanto riguarda la Juventus, ci sarà tempo e modo di affrontare l’argomento nelle settimane a venire ma la partita contro i bianconeri fa storia a sé e vorrei tanto non sentire più i cugini esaltare la cosiddetta impresa interista allo Juventus Stadium e vincere là dove fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Ma ora testa alla Fiorentina con una consapevolezza in più: un Milan giovane, ma che sta acquistando quella maturità che con il tempo potrà trasformarlo in grande squadra.

SG

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Editorialista del blog