milan-53744865Ci stiamo avvicinando alla fine di una stagione che definire strana è probabilmente riduttivo. Una stagione partita male, malissimo, anche a causa delle importanti cessioni e degli addii storici dei calciatori che hanno lasciato la maglia rossonera, che sta però finendo in un modo alquanto inaspettato dopo le prime partite. Mentre la lotta per il secondo posto sta per entrare nel vivo, bisogna iniziare a pensare a quello che sarà il Milan della prossima stagione, un Milan che dovrà puntare a ben altri obiettivi, data l’esperienza, per questa giovane squadra, maturata nella stagione in corso. Un Milan che nonostante tutto potrebbe affrontare nuovi addii, alcuni dolorosi, altri meno (e altri che forse faranno tirare un sospiro di sollievo a molti tifosi).

In scadenza ci sono diversi nomi: a partire dal capitano Ambrosini, fino al portiere Abbiati, passando per tre importanti nomi della difesa, vale a dire Zapata (prestito), Bonera e Yepes. In scadenza anche Flamini a centrocampo e da definire la situazione Bojan (anche lui in prestito). E poi c’è l’incognita Gabriel, anch’egli a fine contratto. Insomma, nomi di un certo livello e soprattutto giocatore di una certa importanza per questo Milan, dato che (escluso l’ultimo) sono stati tutti importanti per la stagione rossonera in corso.

Partiamo con ordine: i portieri. Attualmente in prima squadra ce ne sono tre: uno, forse il più “maltrattato”, Amelia, che è esente dal discorso sulle scadenza. Il primo e il terzo portiere, invece, ballano per ragioni diverse: Abbiati non convince (e sono stato gentile) e Gabriel è una vera e propria incognita: cosa se ne farà? Sarà lui il portiere del futuro o semplicemente uno dei tanti portieri “di passaggio” da girare poi ad altre squadre in modo alquanto discutibile (l’esempio Storari insegna). Personalmente spero che Abbiati possa finalmente salutare l’ambiente rossonero, lasciando spazio ad Amelia tra i pali, portiere che è stato utilizzato veramente poco e che non è riuscito quindi a trovare continuità nel Milan. Gabriel in panchina come secondo portiere in attesa della sua grande chance.

Per la difesa, invece, la situazione è più complessa: molto dipenderà da ciò che si vorrà fare sul mercato. Zapata penso che sarà riscattato, anche se sul campo non ha convinto in tutte le occasioni; Yepes dovrebbe rinnovare a mio avviso, dato che è l’unico centrale veramente esperto che abbiamo attualmente (Mexes lo è anche, ma a volte pecca di superficialità negli interventi… e sappiamo cosa accade subito dopo); Bonera è da discutere più degli altri, dato che nell’ultimo periodo ha giocato veramente poco e quando ha giocato non ha stupito, ne in positivo ne in negativo.

Andiamo avanti con il centrocampo: Flamini. Personalmente, viste le ultime apparizioni e l’impegno del giocatore, rinnoverei ad occhi chiusi a Flamini, ma capisco che la società stia pensando ad una cessione vista l’età ancora appetibile del giocatore e la possibilità di guadagnarci qualcosa dall’operazione. Tuttavia, come già detto, ci penserei due volte prima di lasciar andare un giocatore che in questi anni ha comunque dimostrato di saper giocare a calcio.

In attacco abbiamo Bojan, giocatore che piace molto ma puntualmente delude. Un giocatore che sarebbe in piena linea con la nuova politica young-based del Milan ma che, al tempo stesso, ha un cartellino spropositato per un riscatto dal Barcellona. Bisognerà provare a trovare un accordo con i blaugrana per un prezzo inferiore (e molto inferiore) in modo da tenersi stretti il giocatore, specialmente in previsione futura.

E poi non va sottovalutata anche la panchina, con Allegri sempre vacillante, nonostante i numeri, ormai, siano nuovamente dalla sua: è chiaro che a Berlusconi non piace più (sempre se è piaciuto in passato) e che si sta già pensando al dopo-Allegri per la stagione 2014-2015. Tuttavia non credo che l’addio sarà anticipato a fine stagione, anche perché questa voce è stata smentita direttamente dalla società. Sempre che le smentite della società abbiano ancora valore reale.

Andrea Cervone

Posted by Andrea Cervone