204379hp2Bilancio dell’ultima giornata di campionato: ennesima vittoria, ennesima ottima prestazione della squadra, ennesima dimostrazione di forza e di convinzione, ma soprattutto ennesima straripante prova di Riccardo Montolivo. Ed è proprio sul regista di Caravaggio che mi vorrei soffermare quest’oggi, su questo ragazzo arrivato un po’ in sordina quest’estate, da tempo annunciato, ma mai realmente atteso. Montolivo proveniva da un ultimo anno e mezzo di inferno alla Fiorentina, dopo i primi anni di gloria.

Nell’ultimo periodo infatti il legame con i tifosi viola si era spezzato e il centrocampista aveva vissuto da separato in casa nella città tanto amata. Io credo che proprio quest ultimo periodo di incertezze e di sofferenza vissuto a Firenze spieghi la grande fame di vittorie e l’impetuosità di Riccardo, vista in campo soprattutto nelle ultime partite: proprio lui, di solito calmo, riflessivo, tranquillo, non si è fatto mancare discussioni animate, contrasti feroci e faccia a faccia diretti (vedi quello con Cambiasso nel derby), che generalmente i tifosi non si aspettano da uno come lui. Questo mordente dimostra la voglia di riscatto di un giocatore in passato un po’ bistrattato, che vuole dimostrare tutto il suo valore.

Montolivo è cresciuto molto nelle ultime partite: sicuramente le disastrose prestazioni del Milan di inizio campionato non lo hanno aiutato, ma anche lui come gli altri era apparso un acquisto buono ma non eccelso, un giocatore poco costante, dotato di talento ma che non sempre era in grado di esprimerlo. Fino a poi rivelarsi quello che è, un cosiddetto “centrocampista universale”: Riccardo è infatti in grado di ricoprire ugualmente bene il ruolo di regista, creatore di gioco, sia quello di “ramazza-palloni”, ovvero di incontrista capace di recuperare palle fondamentali in mezzo al campo.

Dopo le prime partite anche Massimiliano Allegri si è reso conto che Montolivo poteva dare il meglio se spostato da mezzala al centro della mediana, da dove è in grado di far partire passaggi millimetrici ed assist pennellati alla perfezione che non fanno di certo rimpiangere il caro Andrea Pirlo. Di certo non lo fanno rimpiangere ai tifosi: la stampa ovviamente non è sempre d’accordo e nonostante Montolivo registri sempre un’alta, anzi altissima, percentuale di passaggi riusciti, in molti casi superiore allo stesso regista bianconero, il trattamento nei confronti dei due giocatori è decisamente diverso. Lo juventino è perennemente osannato e idolatrato dai giornali, che gli avrebbero già consegnato non uno, ma forse 3 palloni d’oro, mentre Montolivo viene molto spesso ignorato o dato per scontato.

Un dato che fa riflettere a proposito sono i voti dei due giocatori nell’ultima giornata di campionato: Pirlo, al termine di una partita abbastanza indegna, terminata 1 a 1, in cui l’ex milanista ha costruito poco, a parte lo splendido assist per il colpo di testa di Chiellini, si è meritato un sonoro 7,5. Un voto in meno invece per Montolivo contro la Lazio, nonostante una partita maiuscola e nonostante l’aver raggiunto il maggior numero di passaggi riusciti della partita, ben 69. A proposito di numeri, vorrei sottolineare il gran numero di palloni recuperati dallo splendido Mattia De Sciglio (25), autore di una prova maiuscola, ancora una volta.

La grande crescita di Montolivo si riflette anche sul numero di presenze del centrocampista che raggiunge quota 24, ovvero 2068 minuti giocati, secondo solo ad El Shaarawy. Allegri sa di non poter fare a meno di Riccardo e spaventa il fatto che non esista al Milan un suo vero sostituto, qualcuno che possa garantire ottime prestazioni in quel ruolo. Non resta che sperare di non dover rinunciare a Riccardo e per il futuro il mio pensiero corre a quel Bryan Cristante della Primavera rossonera, fresco di rinnovo fino al 2018, che ricopre proprio quel ruolo vacante e, pur giovane, dice di ispirarsi proprio al regista di Caravaggio. E chissà che un giorno possa proprio prendere il suo posto.

Nel frattempo Montolivo si gode lo straordinario periodo di forma e la fiducia della società, che ha dimostrato di creder molto in lui quando, per alcune giornate, gli ha concesso la fascia di capitano, nonostante sia arrivato solo da qualche mese. Ma Riccardo la stoffa da capitano già ce l’aveva: il suo essere tranquillo ed autorevole (c’è chi fuori dal campo lo definisce noioso solo perchè preferisce una sera sul divano davanti a un film, piuttosto che “spaccarsi” in discoteca con Mario & friends) lo rende un punto di riferimento per i tanti giovani che quest’anno militano nelle file rossonere; un punto di riferimento oggi e nel futuro.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog