messi_sad726ap250412Dopo aver passato qualche giorno nella “tana del nemico” per motivi lavorativi, ho potuto toccare con mano la realtà calcistica barcelonista in un momento in cui la principale squadra di Barcellona, nonché uno dei team più forti degli ultimi anni e probabilmente tra i più forti della storia, stenta a convincere la stampa e soprattutto i propri tifosi. Dopo una partenza a razzo in campionato rispetto ai rivali di Madrid, il Barcellona ha iniziato ad affiancare alle solite goleade delle prestazioni non proprio convincenti, culminate – solo mediaticamente, dato che sul campo non c’è stata storia – con la sconfitta subita a Milano proprio con il Milan.

Vittoria in rimonta contro il Siviglia ed è sprofondata ne “El Clasico” contro il Real Madrid subendo prima tre gol e segnando, solo nel finale, il celebre gol della bandiera. Se si guarda agli ultimi risultati del Barcellona e alle prestazioni espresse sul campo, si capisce facilmente che qualcosa è cambiato rispetto al periodo roseo della gestione Guardiola. Ma ciò che più stupisce è come questa squadra, nonostante l’esperienza e i campioni che ne fanno parte, non sappia esprimere un gioco diverso da quello che adotta in ogni gara, ossia l’estenuante tiki-taka. Gioco che va bene, ci mancherebbe, altrimenti il Barça non avrebbe vinto così tanti trofei in pochi anni, ma allo stesso tempo un gioco che forse è diventato ormai prevedibile e piuttosto sterile.

Come dicevo, guardando ai risultati del Barcellona si capiscono due cose: la prima è che se si danno spazi a questa squadra si rischia di subire ben più di un gol (5 gol al Real Sociedad, 4 gol al Getafe, 5 gol al Deportivo, 5 gol al Rayo Vallecano, 4 gol al Maiorca, 4 gol al Levante, 5 gol all’Athletic Bilbao, 4 gol all’Atletico Madrid, 4 gol all’Espanyol, 5 gol al Cordoba CF, 5 gol all’Osasuna, 6 gol al Getafe) e questo non è positivo per il ritorno in Champions ma, dalla nostra, abbiamo il risultato favorevole dell’andata che ci permetterà di chiuderci ulteriormente in difesa e seguire gli attaccanti catalani con più attenzione di quanto non si sia già fatto con successo a Milano. L’altra cosa che si nota guardando i risultati del Barcellona in questa stagione è l’esatto opposto: quando si riesce a bloccare l’unico gioco che la squadra riesce ad esprimere (e l’unico gioco che esprimerà dal primo all’ultimo minuto della partita, a prescindere dal risultato) il Barcellona non è più così pericoloso. Anche in questo caso i risultati ci danno numerose testimonianze a riguardo, ma eviterò di elencarveli tutti. Basta pensare alle vittorie di misura con Valencia, Siviglia, Spartak Mosca o alla clamorosa sconfitta subita da una squadra a dir poco ridicola come il Celtic che ha fatto qualificare la Juventus al turno successivo senza troppe difficoltà. Per non parlare, poi, delle ultime due sconfitte nelle tre partite, ossia quella con il Milan e l’ultima con il Real Madrid.

Sul campo la squadra appare deconcentrata e fragile a tratti. La difesa non è mai stata un punto di forza delle squadre spagnole, ma quando anche davanti qualcosa inizia a non convincere più, allora i problemi si fanno più seri. Se a ciò si aggiunge una sfiducia generalizzata da parte dei tifosi e dei media che inneggiano (e l’ho visto di persona a Barcellona) ad una “crisi di identità“, allora tutto ciò messo insieme non potrà non piacere alla squadra rossonera che, carica di entusiasmo e fiducia, si preparerà al meglio per la trasferta spagnola.

Ovviamente, se da una parte prendiamo atto di questo oggettivo momento di crisi del Barcellona, che per una squadra di “marziani” è assolutamente anomalo, dall’altra non possiamo non mettere sulla bilancia le qualità tecniche, fisiche e mentali (anche se queste ultime sono le prime a vacillare in questi casi) della squadra in testa alla Liga spagnola. Al Camp Nou non sarà quindi una passeggiata, ma per citare Pellegatti: “Come direbbe Mr. de la Palisse: meglio partire dal 2-0 che dallo 0-0 contro il Barça”. E io aggiungo, meglio partire dal 2-0 che dallo 0-0 con questo Barça.

Posted by Andrea Cervone

6 Comments

  1. I numeri di questo Barcellona dicono altro.
    E’ primo nella liga col record di punti e sta umiliando il Real in campionato.
    Semplicemente le squadre della liga sono scarse e li fanno sembrare marziani.

  2. L’atmosfera di euforia incontrollata, nella passata Champions League, è costata l’umiliante sconfitta con l’Arsenal per 3-0.
    Il risveglio dal sogno, di poter vincere la passata edizione del torneo europeo, si infranse, anzi, si disintegrò a Londra.
    Il dopo, tristissimo, lo conosciamo tutti. Quel Milan buttò via uno scudetto letteralmente già vinto!
    Lo ho già detto e lo ripeto ritengo ancora il favorito, nella vittoria finale di questa Champions League, il Barça.
    I blaugrana sono in grado di vincere con scarto maggiore di quanto non abbiano subito a San Siro.
    I rossoneri pensino a vincere, non sarà facile, contro la Lazio. Dopo il Milan andrà a Genova ed anche lì non sarà facile vincere col Genoa.
    Soltanto un minuto dopo la partita di Marassi si potrà cominciare a pensare alla trasferta in terra Catalana.
    Neppure Carlo Pelleggatti, nell’intervista a Sulley Muntari, ha trasmesso la sensazione che, eventualmente superato lo scoglio Barcellona , il Milan possa vincere la Coppa. Muntari è di parere contrario a quello del buon Carletto? Bene… diamogli valenza di un sogno impossibile che si può realizzare solo grazie ad alchimie tecniche e fantasticherie tattiche sin qui sconosciute e che rendono bello ed imprevedibile il grande spettacolo chiamato gioco del calcio!

  3. Post molto interessante, bravo.

    Io dico che farsi rimontare un 2-0 è una disfatta, sempre e comunque. Compreso dal Barcellona, in forma o fuori forma che sia. Il 3-0 al Camp Nou non è accettabile, guai – se dovesse accadere – ad archiviarlo dicendo: bhè, in fondo sono più forti, ci sta.

    Se proprio devono passare, che lo facciano con un 4-1 o un 5-2, il 3-0 stile Emirates con noi che restiamo negli spogliatoi non lo posso contemplare e dovrebbe portare seriamente a delle conseguenza gravi per qualcuno.

    Chi vince 2-0 all’andata è strafavorito a prescindere. 80-20. Io ci credo.

  4. pensiamo alla Lazio per ora che è più importante!

  5. MILANDOMINAT 1 Marzo 2013 at 22:34

    Oh vedrete che se dovessimo passare arriveranno maiali e prescritti a dire che la nostra vittoria nn conta nulla e che abbiamo giocato contro nessuno, bla bla bla triplete, camBioni B’Italia

    Quella sera mangiate pesante così quando gli rutteremo in faccia qlkcn di loro magari crepa e passa dall’altra parte

  6. Bel post.

    Se lo facevi di una sola parola, FISIOLOGIA, valeva lo stesso. 😆

    Il discorso del Real indietro, della Liga scarsa, etc etc etc etc sono cazzate perché sono legate al momento, basti pensare alla crisi del Real che ha causato questo distacco.

    Fisiologia perché probabilmente si tratta di un sistema di gioco che si sta esaurendo in parallelo al fisiologico calo di alcuni dei suoi migliori interpreti.

    Sta finendo un ciclo nel senso che sta finendo l’idea che o si gioca come il Barcellona oppure non è calcio; cazzate, se dopo l’Inter e il Chelsea anche questo Milan eliminerà il Barca con una partita di puro contenimento, sarà il segno che la favoletta del tiki-taka è finita e che bisogna cambiare strada nel senso di essere più duttili tatticamente imparando a giocare contro avversari chiusi che cercano la ripartenza.

    Io la vedo come una cosa positiva perché il Barcellona ha “drogato” calcisticamente questi anni con un’idea di calcio che puoi proporre solo se hai un certo tipo di giocatori e quella è una fortuna generazionale. Il limite del Barcellona risiede paradossalmente nella sua forza: l’incapacità di saper modificare il proprio stile di gioco e la propria impostazione tattica; uniscici il calo normale di alcuni interpreti e voilà, fine del quadretto.

Comments are closed.