pazzini diasSabato 2 marzo, 20.45, San Siro. Milan atteso dall’autentica rivelazione del campionato, la Lazio allenata da Vladimir Petkovic. Lo svizzero-bosniaco, autentico sconosciuto in Italia fino alla scorsa estate, ha dato un’ulteriore spinta a una squadra che già si era piazzata quarta nel 2011-12.

I biancocelesti, a differenza dei rivali della Roma che hanno puntato su acquisti esotici il cui vero valore (basso) era tutto da dimostrare, hanno inserito Ciani e Candreva rafforzando una rosa già ottima e ora si trovano al terzo posto, che dopo il declassamento del campionato italiano è diventato la porta dell’Europa che conta. Nella partita di andata ci hanno sconfitto 3-2, ma si giocava all’Olimpico e il Milan si trovava in un momento di assoluta crisi dopo la sconfitta nel derby e i 7 punti in altrettante partite.

Lo schieramento tattico di Petkovic è il solito 4-5-1; un centrocampo praticamente in linea, con in attacco il classico ariete alla Klose, sicurezza in fatto di gol. Il tedesco è infortunato, insieme a Konko e Mauri, pertanto la formazione titolare dovrebbe essere questa: Marchetti; Pereirinha, Biava, Cana (Dias), Radu; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Lulic; Floccari. Saha e Kozak in panchina. Sullo schieramento rossonero, Constant, Balotelli e Bojan rimangono fuori, lo schieramento dovrebbe quindi ricalcare in gran parte quello visto nel derby, e in campo dovrebbero scendere: Abbiati; Abate, Zapata, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Boateng, Pazzini, El Shaarawy. Niang e capitan Ambrosini in panchina, il francese subentrerà quasi certamente nel secondo tempo.

Partita dura, e questo lo sappiamo. Vittoria quasi obbligatoria, per la corsa ai preliminari di Champions: in questo momento il Milan si trova a -2 ed è, ovviamente, svantaggiato negli scontri diretti. Fondamentale vincere anche per scacciare i dubbi sorti dopo il derby, con tutte le occasioni sprecate e l’1-1 che ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti, proprio nel momento di massima euforia post-Barça. Mancano Balo e Constant, è vero, ma le assenze ci sono anche in campo laziale e sono importanti nella formazione biancoceleste. La squadra vista da novembre in poi può vincere contro chiunque, e l’ha dimostrato (Juve e Barcellona); speriamo che la Lazio non sia da meno.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014