faraone baloI rossoneri, come sappiamo, erano attesi -prima della scorsa settimana- da una serie di partite cruciali, a partire dall’andata con il Barcellona, passando per derby e Lazio. Portare a casa una vittoria e due pareggi era il risultato “soddisfacente” a cui avevo pensato, senza il quale la stagione potrebbe virare in negativo.

Una vittoria e un pareggio sono arrivati, ma l’impatto emotivo è stato completamente diverso. La partita che sembrava impossibile contro il Barcellona è terminata 2-0, con addirittura una spettacolare azione sul gol di Muntari (questa volta ha toccato la rete) mentre il derby è stato buttato al vento con le 2 parate di Handanovic e quell’assurda scivolata di Balotelli sotto porta. L’innominabile procuratore di Balo e Ibra se ne esce dicendo che il nazionale azzurro ha giocato con la febbre. Se è vero, questo getta ulteriori ombre sulla reale necessità di tenerlo in campo fino alla fine, con tre cambi a disposizione.

Ora il calendario per marzo direbbe tutto il contrario del titolo: dopo la Lazio, ci sono Genoa, Palermo e Chievo. Apparentemente facili, ma è proprio ora che la lotta per non retrocedere, in cui rossoblu e rosanero sono dentro fino al collo, si accende. Bisogna mantenere la concentrazione su ogni singola partita, anche per arrivare mentalmente carichi e “in palla” alla partita della vita, quella del Camp Nou. Eliminare già agli ottavi il Barcellona significherebbe porre fine al ciclo dei catalani che dura ormai dal 2008. Le immagini che prendevano in giro Constant (superato una volta in tutta la partita da Messi, 4 palloni d’oro di cui 3 rubati a Iniesta, Xavi e Ronaldo) ora non girano più, ma anche al Camp Nou bisognerà prestare la massima attenzione -come se ci fosse bisogno di ricordarlo- e magari cercare di segnare da subito. Da ieri è comprovato che i blaugrana perdono anche su green curati all’inglese come il loro, oltre che a San Siro; il risultato dell’andata ci favorisce, ma chiudersi troppo tradizionalmente non porta a nulla.

Una quadratura sembra ormai trovata da tempo; a parte la coppia centrale a cui capita almeno un errore grave a partita, il gruppo c’è, il lungodegente Muntari è tornato e perfino Abate e Boateng sembrano in miglioramento rispetto al pessimo inizio. Comincia quindi un mese tutto da vivere, che culminerà con la sera di martedì 12. Una classica notte da Milan.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014