img1024-700_dettaglio2_big_El-Shaarawy---infophotoIn queste ore di incertezza politica e governativa e con la triste consapevolezza che per il nostro Paese i prossimi mesi saranno difficilissimi, mi consolo con una certezza, maturata nelle ultime settimane: il Milan di oggi è forte e mi piace, mi piace moltissimo. La squadra delle ultime uscite in campionato e in Coppa pare aver finalmente trovato la formula perfetta, che permette al gioco di migliorare partita dopo partita.

Partendo dalla vittoria con il Barcellona, su cui non mi dilungherò troppo, una vittoria che ci ha sopresi ed esaltati e che ha mostrato che questa squadra tanto criticata e che dopo le prime giornate sembrava destinata inesorabilmente alla serie B, è in grado di battere i più forti, non subendo e riuscendo a coprire il campo in ogni zona, neutralizzando i vari Messi, Iniesta e Xavi rendendoli inoffensivi. E basta dire che il Barca non era il Barca, che la squadra di Roura non si è impegnata abbastanza: diamo al Milan quello che è del Milan e riconosciamo la partita perfetta dei ragazzi e del mister.

Ma il match che più di tutti mi ha fatto comprendere la forza di questa nuova squadra è proprio il derby: il pareggio, ovviamente ingiusto, per me vale come una vittoria. La partita ha evidenziato un netto, anzi nettissimo, divario tra le due squadre, che da quanto si è visto in campo ad oggi dovrebbero essere separate da molti più punti in classifica. Il primo tempo avrebbe potuto terminare 0-3: le nostre innumerevoli occasioni da gol non si sono concretizzate a causa di sfortuna, caso o, come ha detto Raiola, per la “febbre” di Balotelli, fermato a pochi metri dalla porta per ben 3 volte, forse e giustamente condizionato dall’avere un intero stadio contro, nonostante la curva interista avesse assicurato prima della partita che non ci sarebbero stati cori contro Supermario, soprattutto razzisti (NB: Inter oggi multata per cori razzisti contro Balotelli). Nonostante tutto però nella prima frazione di gioco il Milan non è riuscito ad andare oltre l’ 1 a 0 (e non posso non menzionare la sublime bellezza del gol del Faraone). Il calo nel secondo tempo è attribuibile alla stanchezza accumulato nei 90 minuti con il Barcellona, minuti di grande concentrazione e tenuta fisica che inevitabilmente hanno stancato gli uomini di Allegri. Ma, nonostante il calo, e tranne il fortunoso colpo di testa di Schelotto, nato, guarda caso, su un errore difensivo di Mexes, anche nel secondo tempo i cugini hanno combinato ben poco, il Milan non ha subito quasi nulla e l’Inter non si è mai resa pericolosa.

In questi gironi di lodi sperticate in favore dei rossoneri, giorni in cui tutto sembra miracolosamente passato da irrisolvibile a degno di gloria, anche Massimiliano Allegri è tornato a rivestire il ruolo di uno dei migliori allenatori d’Italia, nonostante solo qualche mese fa si parlasse di esonero. Nonostante questa ripresa però io continuo sulla mia linea: il livornese ha di sicuro azzeccato qualche mossa, ha capito dopo vari tentativi qual è il modulo migliore per la squadra, ma purtroppo ha ancora gravi carenze e commette a mio parere errori gravi, ultimo dei quali la tardiva sostituzione nel derby di Muntari, apparso eccessivamente stanco fin dall’inizio del secondo tempo e sostituito dal mister con Ambrosini solo all87esimo.

I risultati e il bel gioco suscitano pareri entusiastici sulla squadra e già si inizia a parlare di secondo posto: attenzione a non distogliere l’attenzione dall’obiettivo principale ovvero il terzo posto, ormai a portata, considerata anche la sconfitta della Fiorentina contro il Bologna. La partita di sabato sera con la Lazio sarà fondamentale per mantenere salda la posizione e, vista la Lazio vittoriosa contro il Pescara e orfana di Klose, non dovrebbe essere un’impresa impossibile. Le sensazioni sono buone, ma la scaramanzia è troppo forte quindi per le previsioni mi fermo qui, ma il Milan visto nel derby non può che farmi pensare positivo.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog