el-shaarawy_620x410Dopo il risultato finale, mi tocca analizzare il derby con un pizzico di rammarico e di delusione, per una vittoria che poteva essere senza alcun dubbio portata a casa anche in modo piuttosto netto. A volte ci è capitato di regalare il primo tempo agli avversari, per poi esplodere nel secondo; Domenica è invece avvenuto l’esatto contrario, con un primo tempo dominato in lungo e in largo che sarebbe potuto terminare tranquillamente sul 3-0 se solo avessimo trovato un po’ più di precisione e un portiere non in forma straordinaria.

Partiamo dal positivo: con un primo tempo di quel tipo abbiamo chiaramente dimostrato la nostra superiorità su una squadra chiaramente inferiore da un punto di vista tecnico. Più presenti sul campo, meglio organizzati, con maggiori spunti offensivi e con tanta pericolosità in più. Tutto questo si traduce in almeno 4 occasioni da goal nettissime, oltre allo splendido goal realizzato da El Shaarawy. Come dicevo, è mancata un minimo di precisione e un po’ di fortuna, dato lo stato di grazia di Handanovic. Resta però la consapevolezza di aver dominato e meritato molto più dell’Inter, nonostante un secondo tempo decisamente inferiore al primo anche a causa dei cambiamenti attuati da Stramaccioni alla sua squadra. Tra le note positive, oltre ad El Shaarawy, anche Balotelli, a cui è mancato solo il goal, e Boateng, che dalla gara con il Barcellona sembra abbia rispolverato vecchie caratteristiche a tratti decisamente fondamentali per la squadra. Continua poi ad innalzarsi il livello di gioco e di leadership di Riccardo Montolivo, sempre più capitano a tutti gli effetti sia dal punto di vista del gioco che da quello mentale.

Naturalmente non sono tutte rose e fiori, altrimenti saremmo qui a commentare sicuramente una vittoria plateale. I nostri punti deboli sono alla fine sempre gli stessi, a partire dagli evidenti limiti dei nostri centrali di difesa. Subire un goal con soli due tiri in porta è inconcepibile, visto anche che non vi è stata alcuna giocata degna di nota ma una semplicissima palla buttata in mezzo senza nemmeno tanta convinzione. I limiti di Mexes sono ormai più che evidenti, ed in questo senso c’è ancora tanto lavoro da fare. Meglio di lui Zapata, ma la coppia dei centrali deve muoversi all’unisono e loro troppe volte non lo fanno. Alto limite è la gestione dei cambi, Domenica troppo tardivi e poco incisivi, specie se confrontati con quelli dell’Inter che al contrario sono stati decisivi. Disarmante l’ingresso di Bojan, ancora troppo impreciso quando impiegato a fine gara, così come la non sostituzione di Mutari che dopo 60 minuti era già oltre il limite di ogni cottura.

C’è qualcosa da rivedere quindi, come è anche normale che sia, ma occhio perché non sono tutte rose e fiori come ci volevano far pensare dopo la vittoria contro il Barca. C’è da lavorare e da crescere, consapevoli che la strada per arrivare al terzo posto è ancora lunga visto che la Lazio è nuovamente davanti a noi. Non è stato fatto ancora niente, il duro viene ora e molto si deciderà nello scontro diretto della prossima giornata. Coraggio quindi, e rimbocchiamoci le maniche perché c’è tanto da fare.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.