settaCredevamo di essercene liberati nel momento in cui si navigava tra le zone basse della classifica – sono purtroppo tornati a galla come accade ad una ben nota sostanza marrone immersa nell’acqua: sono gli allegriani, uno dei noti problemi che affliggono il Milan. Credevamo di essercene liberati quando, appunto, il nostro allenatore aveva dimostrato tutta la sua abilità nel dover partire da nuovo materiale umano come accaduto durante le prime giornate di campionato quando ha raccolto la miseria di 7 punti in 8 gare.

A dire la verità qualche allegriano coraggioso era già venuto fuori in quel periodo riuscendo persino a sostenere che la squadra fosse da retrocessione e che Allegri non avesse responsabilità per aver perso tutti quei punti (non è Allegri ad aver giocato con otto difese diverse, ad esempio – nemmeno che avesse scoperto De Sciglio all’undicesima giornata, dettagli o, per finire, tenuto fuori Mexes e Zapata insistendo su Acerbi e Bonera) ma era, solamente, qualche irriducibile dell’ultima ora rimasto sul carro dell’allenatore.

Poi è arrivata la striscia che, di fatto, ci ha riportati al quarto posto facendo emergere il vero Milan e. paradossalmente, aggravando le colpe dell’allenatore. E’ bene ricordare che il Milan non è al quarto posto come lo è l’Inter o come è al terzo la Lazio ovvero due squadre che, a meno di fisiologici cali, sono rimaste più o meno costanti: il Milan è passato da 0,87 a 2,14 pt/partita – da retrocessione a scudetto – e non pare voler tornare sui primi passi. Segno che avevano ragione sia i bookmakers quando al 20 di Agosto ci quotavano come principale avversaria della Juventus sia lo stesso Galliani quando dichiarò che con De Jong e Bojan il Milan avrebbe potuto lottare per il tricolore.

Avrebbe, appunto: poi c’è sempre la variabile Allegri che impiega otto giornate per trovare gli equilibri. L’obiezione “facile”, a questo punto, diventa: ” comunque merito suo se si è venuti fuori”. Fermo restando che a provarli tutti finché non si trovano quelli buoni persino io stesso ci impiegherei di meno (alcuni punti come Mexes-Zapata coppia centrale, il ruolo di Montolivo erano evidenti a tutti tranne che a lui). L’evidenza delle prove, invece, mostra come anche alcune di queste gare sono state vinte nonostante parecchie pirlate dell’allenatore: come non dimenticare a Genova contro la Sampdoria Bojan prima punta e Niang all’ala? Come non dimenticare, ancora, quando contro il Siena ripropose per il primo tempo lo stesso modulo che ne prese quattro dalla Roma? Ecco, appunto, la Roma: una squadra battuta da cani e porci. Due allenatori se la sono giocata a testa alta contro Zeman facendo il suo gioco: lui e Stramaccioni – complimenti vivissimi.

Eppure ad oggi questi “tifosi” rossoneri continuano a sottovalutare questa rosa che rimane una delle più interessanti d’Italia: nel caso gli allegriani se lo fossero dimenticato non giochiamo nella Liga, non ci sono i Messi e i Ronaldo ed è campione d’Italia una squadra che annovera nella rosa i Bonucci, i Pepe ed i Giaccherini per citarne tre a caso. Ecco, forse sarebbe il caso di cominciare ad ambientarsi e contestualizzare la realtà invece di sparare a zero sui nostri giocatori: è ovvio che manca qualcosa ma non esiste una rosa completa in Italia come è giusto e naturale che sia. Una certezza è che questo allenatore e le sue scelte valgono un malus quantificabile tra i 5 ed i 10 punti a stagione e che, come già detto questa estate, rimane il meno indicato per voler far partire un progetto basato sui giovani – l’altra è che se non si arriverà al terzo posto sarà il principale responsabile della seconda stagione fallimentare consecutiva.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.