Due partite, due vittorie, due vendette. Questo il sunto di una settimana perfetta in cui il Milan è riuscito per la prima volta in questo campionato a collezionare due vittorie di fila. Due vittorie che son servite anche per vendicare quei torti che ci sono probabilmente costati lo scudetto lo scorso anno. Poco importa se giornali e giornalisti evidenzino solo i favori e non i torti, e in maniera totalmente impari i favori della Juventus che vengono solo accennati. Lo sappiamo già e ci conviviamo, pensiamo al nostro.

La partita di Catania ha lasciato tuttavia qualche dubbio specie nel primo tempo, e non bisogna far passare tutto in secondo piano solo perché alla fine sono arrivati i tre punti. Per 45 minuti c’è stata di fatto negata qualunque possibilità di essere pericolosi in avanti, con Boateng unico a provare a rompere gli indugi. La mano del nostro allenatore continua a non vedersi minimamente sui calci piazzati, e il goal di Legrottaglie ne è l’ennesima testimonianza.  Così come continua ad essere poco affidabile Acerbi, in difficoltà quasi sempre e sopratutto fuori tempo negli interventi sugli avversari. A questo proposito, ci si chiede perché non sia stato scelto Zapata al suo posto. Altra nota negativa è sicuramente Robinho: per carità si muove, si impegna e tutto il resto, ma sotto porta continua ad essere terribilmente scarso. Anche in questo caso, pensare di impiegare Bojan al suo posto sarebbe quantomeno giusto, anche perchè in quella posizione ci andrebbe a nozze e non da prima punta come si continua a considerarlo. C’è qualcosa da rivedere quindi, perchè se non si considera il risultato, dal punto di vista della prestazione ci sono stati notevoli passi indietro rispetto alle gare contro Napoli e Juventus.

Fortunatamente però dalla nostra abbiamo avuto Barrientos, che ha deciso di regalarci la partita facendosi espellere. Non è stato infatti il goal in fuorigioco, checché ne dicano i giornali, ad influenzare la gara, bensì la netta espulsione commissionata al Catania che ha praticamente condannato la squadra di casa alla sconfitta. Anche se il goal fosse stato giustamente annullato, avremmo portato a casa comunque la partita, perchè solo dopo l’espulsione si è risvegliata la voglia di vincere e reagire. Alla fine ci salva sempre lui, il Faraone, che può anche essersi preso 45 minuti di pausa (non per sua volontà visto che è stato servito poco e male!) ma nel secondo tempo esplode come al solito e torna ai suoi livelli. Ormai sono tutti sul suo carro, quello del campione, anche chi ne ha ripetutamente criticato l’utilità e l’acquisto. E vi dico di più: io da parte mia non ho nessun rimpianto per lo svedese che è andato via o per quel cuore ingrato che ha cambiato casacca. Se loro fossero rimasti, ci saremmo persi questo spettacolo, questo talento e questa vagonata di classe allo stato puro. Accanto a lui, un altro 92 merita di essere elogiato: De Sciglio. Anche ieri è stato uno dei migliori, salvando la partita nel primo tempo e proponendosi con continuità nel secondo. E’ da gente come loro che bisogna ripartire, da gente che ha voglia di vincere e lottare, senza mai perdere l’umiltà.

Nell’analisi di questi risultati, non può mancare un riferimento alla presenza del presidente il giorno prima della gara: ormai sta diventando un’abitudine che viene ogni volta sottolineata ed enfatizzata. Che sia ritornato ad essere presente fa piacere, ma dimostra anche come sia stato totalmente assente per tanto, troppo tempo, non solo fisicamente ma anche finanziariamente. Questo secondo aspetto è ancora tutto da verificare, ma già che sia tornato ad importarsi di una cosa per troppo tempo lasciata da parte è un buon inizio.

Lo si aspetta anche per la prossima settimana, prima del Torino, quando la squadra sarà chiamata ad un’ennesima prova, un’ennesima conferma. Non mettiamo da parte queste due vittorie, queste due vendette, ma costruiamoci sopra qualcosa di importante, perché ne abbiamo tutte le possibilità.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.