De Sciglio, autore di un’ottima prestazione

La vittoria con la Juve ha colto un po’ tutti impreparati, tifosi giornalisti e appassionati. Nessuno avrebbe mai scommesso su una vittoria contro la capolista: i più ottimisti avrebbero al massimo potuto sperare in un pareggino di quelli strappati con le unghie e con i denti e con le dita incrociate per tutti i 90 minuti. Ma quella di domenica è stata una vittoria con la V maiuscola, una vittoria che, a dispetto di come è arrivata, con un rigore contestatissimo (e aggiungo inutilmente visto che a velocità reale quasi chiunque lo avrebbe concesso), il Milan ha vinto la partita meritatamente. A mio parere il pareggio non sarebbe stato giusto, per noi: la Juve sottotono vista a San Siro non è solo effetto della stanchezza dovuta alle troppe partite, ma è stato il risultato di un ottimo Milan, di una squadra che ha corso come mai aveva fatto questa stagione, di una squadra che ha pressato, ci ha creduto e ha tirato fuori quel cuore che tutti recriminavano non avesse.

La vittoria contro i bianconeri ha portato una ventata di euforia ed entusiasmo in tutto l’ambiente. E già si parla di stagione raddrizzata, di inizio della rincorsa ai primi due posti, di Allegri grande allenatore. Si presenta il grosso rischio di  adagiarsi, di cancellare 3 mesi di prestazioni disastrose, di scelte dell’allenatore a dir poco incomprensibili. I problemi non sono magicamente risolti e non bisogna mollare la presa, ma soprattutto a gennaio bisogna ancora intervenire pesantemente sul mercato. Nonostante la vittoria con la Juve.

Non dimentichiamo solo due settimane fa la squadra vista in campo con l’Anderlecht, una squadra che, nonostante la vittoria, ha mostrato un gioco lento e prevedibile, molto lontano da ciò che si è visto in campo con la Juve. E così come un miracolo non ha reso i giocatori dei fenomeni, tutto potrebbe tornare come prima.

C’è da aggiungere che esistono sicuramente segnali positivi. Primo tra tutti la prestazione di domenica di Mexes, che va ad aggiungersi a quella di Napoli: il francese si sta pian piano riprendendo, sta ricominciando ad assomigliare al buon giocatore visto inizialmente a Roma e ha mostrato un buon affiatamento con Yepes. Purtroppo l’incapacità dell’allenatore e la miriade di infortuni e squalifiche occorse alla squadra, ci impediscono di vedere la stessa coppia centrale per più di due partite consecutive. A Catania infatti Yepes non ci sarà, perchè squalificato, e il francese sarà affiancato dall’incognita Zapata, non male negli ultimi minuti con la Juve.

Tra gli altri segnali positivi il ruolo assunto da  Montolivo, un vero ruolo da leader. In molti si sono stupiti nel vedere la fascia di capitano al braccio di un giocatore arrivato in rossonero da così poco tempo. Ma Riccardo non si è lasciato intimidire e ha condotto i suoi compagni, con una prestazione maiuscola, come da qualche partita ci ha abituato. Una menzione anche per la prestazione di Mattia De Sciglio. Il ventenne ha dato dimostrazione di carattere e classe, due qualità che non si vedevano in fascia destra dai tempi di Cafu.

Tanta speranza quindi, ma ancora tanti problemi: l’attacco, con Bojan e Pazzini relegati in panchina e Pato che “vuole giocare” e manda il procuratore da Galliani, minacciando di andarsene se non avrà più spazio. Visto il livello di forma, il Papero in realtà avrebbe davanti gli altri due attaccanti rossoneri, ma se ha tanto da lamentarsi forse è arrivato il momento giusto per dirigersi verso altri lidi. E infine il nodo Boateng: il ghanese ha mostrato dei leggeri miglioramenti contro la Juve, ma forse solo perchè la squadra intorno a lui ha giocato un’ottima partita. Prince è rimasto lento, pasticcione, colpevole di moltissimi errori nei passaggi, nemmeno l’ombra del giocatore che fu.

E ora c’è la trasferta di Catania, un trasferta tutt’altro che facile, il vero esame di maturità per questa squadra che vuole tornare grande, ma che non ha ancora dimostrato di essere in grado di farlo.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog