Dopo una partita come quella di domenica il morale è ovviamente in ascesa. A maggior ragione dopo aver sconfitto una delle due grandi rivali, la Juventus, nel modo esatto in cui molto spesso le partite sono state portate a casa dei bianconeri, in varie occasioni proprio contro il Milan.

La prima che viene in mente è quella del gol di Muntari, i cui echi non si sono ancora spenti a 9 mesi di distanza. Errori arbitrali a parte, però, la vittoria è stata meritata: contro una squadra più forte com’è attualmente quella bianconera c’è stato finalmente, prima volta in 2 anni e mezzo di gestione Allegri, quel tipo di gioco corale che non c’è mai stato prima, in quanto Thiago Silva dietro e Ibra davanti risolvevano quasi tutti gli errori tattici e di posizione della squadra. Si è visto un ottimo lavoro in fase difensiva, sia al centro dove “il miglior regista sulla faccia della terra, ma solo dal luglio 2011” è stato surclassato dai mediani rossoneri, sia sulle fasce dove De Sciglio a destra e Constant a sinistra hanno bloccato tutti gli attacchi. Se poi un autentico fenomeno come El Shaarawy si mette anche a fare la fase difensiva, oltre a curare con grande profitto l’attacco, ecco che tutto prende forma.

L’importante ora è non adagiarsi sugli allori, dato che i problemi di prima di mercoledì scorso a Bruxelles non sono improvvisamente spariti nel nulla. Il traguardo stagionale adatto a questa squadra, ossia l’Europa League, è a 5 punti, recuperabili senza eccessive difficoltà. Speriamo anche che il fisico dei protagonisti in positivo di questa prima parte (Elsha, ma anche Montolivo e De Sciglio, ossia i tre potenziali titolari in Nazionale) regga il più possibile.

Altra considerazione, questa volta di mercato: appare ormai chiaro che c’è un gran numero di pesi morti in squadra, che tra gennaio e giugno bisogna cercare di sbolognare. Il duo Abbiati-Amelia, più i vari Antonini, Mesbah, Traorè e anche Flamini -o meglio, il francese può restare a patto di prendere un terzo dei 4 milioni che ruba ogni anno- più probabilmente Abate. Su Robinho e Boateng e Abate sospenderei il giudizio: i primi due hanno fatto vedere buone cose contro la Juventus, dopo un pessimo inizio, e speriamo in un loro recupero. Vilà lo terrei come riserva di Constant, se sta bene di fisico. E, visto che in quest’ultimo periodo ha preso piede la moda dei parametri zero, che siano parametri zero di qualità come lo è stato Montolivo. Vedo bene Consigli o Perin per la porta, l’atalantino come titolare -se l’Atalanta è lì lo deve anche a lui, vedi partita con l’Inter- e il giocatore del Pescara in lotta con Gabriel -a quel punto però non so se due ventenni, specie al Milan che praticamente dal Dida pre-petardo non ha un portiere di assoluta affidabilità, possano fare da subito i titolari-. Per i ruoli di movimento, se non si trovano superofferte come nel caso del Monto, è meglio evitare, anche se so già che ci troveremo in squadra l’anno prossimo qualche giocatore a caso di Genoa e Chievo preso a 0.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014