Quando meno te lo aspetti, vedi S.siro tutto pieno, voglioso di vedere finalmente una grande partita del Milan, e di onorare un campione in tribuna che ha sancito un’epoca straordinaria. Quando meno te lo aspetti, scendono in campo undici giocatori con la rabbia negli occhi, il sangue che pulsa forte nelle vene e la mente concentrata sul l’unico obbiettivo possibile: la vittoria!

In una notte tutto cambia, tutto sembra ritornare nei giusto parametri, nei giusti limiti. Non c’è il Milan disastrato che è capace di prender goal da chiunque abbia un minimo di convinzione, non c’è quell’accozzaglia di giocatori messi in campo quasi casualmente, quasi non ci fossero alternative.  Tutto ad un tratto il Milan si riprende tutto ciò che gli spetta, tutto ciò che gli è stato ingiustamente tolto da stampa e allenatore. Finalmente anche lui capisce qual è veramente il suo ruolo, e riesce a tirare fuori da ognuno le giuste convinzioni per la vendette più grande di tutti i tempi. Ne vien fuori la partita perfetta, nella quale i campioni d’Italia fanno fatica anche a respirare, a capire chi sono, cosa ci fanno lì e che cosa vogliono da loro quegli 11 diavoli rossoneri. Un inferno, che esplode quando un rigore dubbio sblocca la gara, influenzando poi quello che sarà il risultato finale. Vendetta, rivincita, scherzo del destino…ciò che importa è che da S.siro ne esca una squadra con le ossa rotte, quasi distrutte, ed una con le ali per provare a riprendere il volo: e fortunatamente quest’ultima è il Milan.

Niente più alibi signori, questa è finalmente una squadra, e forse servivano due mesi di inferno per far capire a tutti che questi non sono giocatori da fondo della classifica, che non è colpa della rosa se siamo arrivati così in basso…ma di chi la metteva in campo. Magari non potremo lottare per lo scudetto perché non siamo collaudati, ma guai a dire ancora una volta che questa è una squadretta fatta da mezzi giocatori. Il Montolivo, Nocerino, El Shaarawy e perfino Boateng hanno corso e sudato come pazzi per onorare la squadra e la maglia…senza chiamare nessun procuratore anche quando le cose non andavano bene. Adesso è il momento di dare continuità ai risultati, di risalire la classifica ed iniziare a prendersi le giuste rivincite verso avversari di ogni tipo. Basta con le chiacchiere: ci vogliono i fatti concreti come contro la Juve. E se si riprenderà prima o poi a giocare da cani, sappiate che la colpa non è della rosa, dei giocatori in squadra, ma dell’allenatore che non li ha saputo mandare in campo nel modo corretto e con le giuste convinzioni.

Adesso avanti così, con il coltello tra i denti e il sangue nelle vene: non è un rigore che potrà cambiare la nostra stagione, ma una prestazione stratosferica quando nessuno se lo poteva aspettare. Onore a chi ha vinto e meritato sul campo, rivendicando una superiorità già vista lo scorso anno, quando erano i pezzi da 90 a darcela. Adesso solo cuore, passione e voglia di tornare a vincere…perché quando meno te lo aspetti arrivano le sorprese più belle, quelle che durano più a lungo.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.