È ormai rimasto ben poco da dire su questa squadra senz’anima e senza identità, che contro la Fiorentina ha mostrato una volta di più come le speranze di risurrezione si siano ridotte al minimo. Commentare il match di domenica sarebbe troppo facile, così come evidenziare gli errori tecnici e tattici visti in campo. La partita di San Siro non è una sconfitta qualunque, ma credo che sia la dimostrazione definitiva dei profondi problemi di questo Milan, la mancanza di idee, l’assenza di gioco, i gravi problemi difensivi e la crisi di un giocatore che ormai calciatore non è più, caduto in un baratro da cui difficilmente risalirà dopo questa prestazione.

Il Pato di domenica è ciò che di più lontano ci sia dal ragazzino arrivato a Milanello nel 2007, un attaccante veloce e talentuoso, rovinato da uno staff medico inconsapevole, che probabilmente potrebbe avergli rovinato per sempre la carriera. Non si tratta solo della prestazione inqualificabile e nemmeno del rigore sbagliato: i fischi di San Siro e il cambio di Allegri, che non lo ha fatto tornare in campo nel secondo tempo, potrebbero essere la stangata definitiva al morale di un giocatore timoroso e senza spina dorsale, un giocatore che avrebbe avuto bisogno di tanto supporto e sostegno per tornare in campo. Schierarlo titolare in una partita difficile e importante come quella di domenica non lo ha aiutato, ma anzi potrebbe compromettere definitivamente il suo futuro.

Tornando alla partita, la supremazia dei viola è stata netta e forse anche chi credeva che il Milan fosse da terzo posto, che dopo un inizio zoppicante la squadra avrebbe ripreso la corsa e chi riteneva che i rossoneri non fossero inferiori alle squadre in cima alla classifica, si sarà ricreduto. La Fiorentina è una squadra migliore del Milan. Punto. I viola sono una squadra vera, capace di mostrare bel gioco, velocità e con giocatori che non buttano via il pallone e in grado di trovarsi a meraviglia. Ma soprattutto la Fiorentina ha un allenatore capace, sicuro delle proprie scelte e in grado di dare fisionomia alla propria squadra e di motivare i giocatori: Montella ha già avuto modo di dimostrare il proprio valore in più di un’occasione, dando forma a un Catania eccezionale la scorsa stagione e prima ancora risollevando le sorti della Roma.

La squadra di Montella ha dato una vera lezione al Milan, surclassato nel gioco, nella velocità e nella tenuta. Una difesa imbarazzante ha fatto il resto. Emblema della situazione l’”appesantito” Mexes: lento, scordinato, privo di grinta e capace di errori elementari che hanno influito pesantemente sui primi due gol dei toscani. Analizzando la squadra di Montella sorge spontanea una domanda: come è possibile che la dirigenza milanista, che si è sempre considerata una delle migliori al mondo, non sia stata in grado di acquistare giocatori come Cuadrado e Borja Valero? I due nuovi acquisti dei viola hanno fatto penare i difensori rossoneri e farebbero molto comodo a questo Milan.

Cuadrado non è di certo una scoperta, la scorsa stagione a Lecce ha mostrato il proprio valore e la propria velocità, ma non è stato minimamente considerato dalla dirigenza. Stesso discorso per Borja Valero: il centrocampista ha disputato un’ottima stagione al Villareal, ma la società rossonera ha preferito prendere Zapata dal club spagnolo. I due giocatori in questione non sono di certo dei fenomeni, ma vista la situazione attuale del Milan, farebbero molto comodo.

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