Ennio Trardini, ore 20.45. A Parma vedremo l’Italia di Prandelli schierata col 4-3-3: contro la Francia, il nostro tecnico, forse avendo visto le buone condizioni di forma di El Sha, ha iniziato a considerare con estrema serietà le soluzioni tattiche innovative che il milanista può fornirgli. In effetti, a parte le ultime uscite in cui sta soffrendo per un problema al ginocchio il giovanissimo rossonero, sulla fascia, risulta davvero incontenibile: difficilissimo da arginare nell’uno-contro-uno mentre effettua il suo tipico movimento ad accentrarsi.

Che avesse i piedi buoni lo avevamo già visto tutti anche prima che arrivasse da noi, ma il periodo piuttosto lungo che ha impiegato per prendere confidenza con la massima serie mi impauriva un po’. Fortunatamente si è sbloccato dopo l’inizio di questa stagione ed ora anche Prandelli sta cercando di adeguare la squadra per metterlo in condizione di esprimere tutte le sue potenzialità.

Il nostro solito centrocampo a 5, non è che ha stancato, nessuno infatti dimentica dove ci abbia portato appena pochi mesi fa, ma a forza di giocare con lo stesso modulo e gli stessi movimenti, anche gli avversari riescono a prendere le adeguate contromisure, ed il tutto diventa pian piano sempre meno efficace. Insomma, coi brodini riscaldati difficilmente si vincono i titoli, e di questo ha iniziato ad accorgersene anche Allegri, e Dio solo sa quanti punti abbiamo perso a causa del suo fissarsi colo 4-3-1-2. Gli unici moduli che si salvano e che possono essere riproposti in eterno sono il 4-3-3 di Michels, quello di Zeman ed il 4-4-2 di Sacchi, ma questa è un altra storia ed entreremmo nella storiografia dei miti popolari del novecento e usciremmo dai binari di questo prepartita.

Torniamo a bomba sul tema, dicendo che a far compagnia ad El Sha in avanti troveremo Candreva, un’incognita, ma cui è giusto concedere la maglia da titolare perlomeno in amichevole (tanto per vedere l’effetto che fa); e SuperMario Balotelli, come al solito nei casini con Mancini e con il ManCity, dunque accostato al Milan, dunque con Raiola che smentirà tutto prestissimo. La solita farsa che continua da 24 mesi..

Vabbé, dunque, a centrocampo ci saranno il grande Monto con Marchisio e Verratti, e qui ci sono le clamorose esclusioni di Pirlo e De Rossi, che stanno facendo gridare allo scandalo parecchia gente. Io invece sono d’accordo: Pirlo è un ’79, e l’Italia del futuro non può essere sua e delle sue doppie cinturazioni preservative (anche solo per mere questioni anagrafiche), De Rossi ha appena accoppato un laziale e si è beccato 3 giornate di squalifica, quindi starà fuori, meditando su quello che ha fatto e magari sui milioni che gli offre il ManCity. Tra l’altro pare che anche la Roma stia meditando sulla cessione di Capitan Futuro, cui viene offerto in permuta, manco a dirlo, Balotelli, che, come la peperonata torna sempre a galla. Largo ai giovani è dunque il diktat di Prandelli, almeno in amichevole, ovviamente quando si fa sul serio le gerarchie divine saranno rispettate, ci mancherebbe.

In difesa avremo Maggio, Chiellini, Barzagli e Balzaretti. Il “largo ai giovani” sembra non valere per la coppia di centrali difensivi, ma rispetto la scelta perché sono la coppia di nazionali meglio affiatata. In porta Sirigu: il ragazzo mi piace, e concordo pure sulla convocazione di Viviano, anche se nell’ultimo periodo mi sembra molto sicuro negli anticipi e nelle uscite ma nel contempo un po’ statico tra i pali: guarda troppo la palla, e la segue troppo poco col corpo. Emblematico, ma non unico, l’episodio del nostro gol contro la Fiorentina: Viviano “osserva” il tiro stamparsi sul palo alla sua sinistra, “osserva” la palla che torna in area, e “osserva” il tiro di Pazzini, ma non accenna l’intervento in nessuna di queste occasioni. Troppo poco, troppo statico per un grande portiere come dovrebbe essere. Il mister schiererà l’Italia col 4-3-3 con: Sirigu; Maggio, Chiellini, Barzagli, Balzaretti; Verratti, Montolivo, Marchisio; Candreva; Balotelli, El Shaarawy.

La Francia invece scenderà in campo col 4-3-2-1 con: Lloris; Evra, Sakho, Yanga-Mbiwa, Jallet; Capoue, Cabaye, Matuidi; Ribéry, Menez; Giroud.
Non c’è che dire: l’alberino di Natale, tanto conosciuto ai milanisti ha fatto presa anche in Francia, grazie al PSG guidato dal suo più grande profeta: Carlo Ancelotti. Potremo vedere dal primo minuto il tanto agognato e misterioso Yanga-Mbiwa, oltre ad una coppia di trequartisti in formissima: il fortissimo Ribery affiancato dal talentuoso Jeremy Menez. L’indisciplina tattica di questo calciatore è famosa, sia a Roma sia oltralpe, nei club ed in nazionale, ma il PSG sembra averlo ricaricato e riportato agli antichi fasti capitolini. La sua anima arruffona non l’ha persa, ma sembra, a giudicare dalle sue ultime prestazioni di club, che abbia ritrovato anche i numeri magici cui ci aveva abituato – ma, si sa, dietro ad Ibra tutti i trequartisti sembrano Kakà, e l’unico che è riuscito a sfigurare in questa posizione con lo svedese davanti è il nostro buon vecchio Clarenzio, ma anche questa, per fortuna, è un altra storia.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo