Che Allegri non abbia le idee chiare è ormai appurato: il Milan non possiede una formazione titolare e soprattutto il mister non ha ancora deciso quale sia il modulo congeniale a questa squadra. I suoi continui tentativi hanno avuto l’effetto di confondere anche i tifosi ed è ormai diventato difficile capire quale sia il modulo giusto per il Milan e di quali uomini debba essere composto. Viene da chiedersi: ma l’allenamento a cosa serve? Non dovrebbe essere utile all’allenatore per capire chi schierare in campo? Per Allegri non è così, il mister preferisce tentare nuovi moduli e nuovi interpreti direttamente in partita. Ogni giornata di campionato l’attesa per le formazioni ufficiali è diventata un calvario, durante il quale nessuno sa cosa aspettarsi.

Basti pensare all’ultima partita contro il Palermo: tutti credevano che il livornese proseguisse sulla strada giusta, quella di sabato sera, che aveva fornito molti e interessanti spunti per una formazione e un modulo giusti per questa squadra. Il 3-4-3 schierato contro i rossoblu non aveva infatti deluso, con un centrocampo in grado di fondere la qualità di Montolivo alla forza fisica di De Jong e, nonostante i tentennamenti di Abate, le sbavature (troppe) di Zapata in difesa, e la scarsa forma fisica di Pato, il Milan era riuscito a condurre una partita decente, riuscendo addirittura a portare a casa i tre punti.

Ma poi colpo di scena: Allegri si presenta a Palermo con un inedito 3-5-2, con un centrocampo formato da ben 5 “mediani”, così definiti da Galliani, che in un raro momento di lucidità calcistica, e spinto dall’ira del presidente Berlusconi, ha osato criticare il mister. Dicevo raro momento perché infatti solo qualche ora dopo, ci è stato comunicato della siglata pace tra tecnico e amministratore delegato, con tanto di stretta di mano in aereo, notizia che ha fatto disperare la maggior parte dei tifosi rossoneri. L’assurdo modulo schierato a Palermo, con Nocerino e Flamini fuori dai campi da mesi, ha spalancato la porta ai rosanero, capaci di segnare due reti soltanto nel primo tempo. Due reti che sono servite ad Allegri per iniziare a ripensare alle sue scelte e a rendersi conto di aver sbagliato tutto, anzi di non “averci acchiappato”, come affermato dal livornese stesso a fine partita: il cambio in corsa ha funzionato, ma ha mostrato ancora una volta la totale casualità da cui sono governate le scelte dell’allenatore. Allegri è infatti prima passato da un 3-4-3 per giungere al 4-3-1-2 che ha consentito la rimonta. Ma non dobbiamo commettere l’errore di credere che il mister abbia finalmente le idee chiare: le sue scelte sono state fortunose e ci aspettano altri cambiamenti partita dopo partita.

Ad oggi il modulo migliore sembra essere quel 3-4-3 visto contro il Genoa, senza sottovalutare l’apporto di Bojan, che come trequartista potrebbe regalare soddisfazioni e permetterebbe lo spostamento di Emanuelson finalmente nel suo ruolo naturale, ovvero come esterno sinistro. Rimangono due grandi dubbi: il terminale ultimo d’attacco e la corsia destra in mancanza di De Sciglio, visto lo scarso rendimento di Abate in questa stagione. Per quanto riguarda l’attacco tutto dipenderà da Pato: le ultime prestazioni impalpabili lo avrebbero dovuto relegare in panchina, ma l’alternativa di Pazzini non convince. Quindi che gli sia dato altro tempo per tornare in forma, ma che il ragazzo si svegli e ritrovi soprattutto la grinta e il mordente che non mostra in campo ormai da troppo tempo. In attesa di scoprire quali saranno le scelte di Allegri per sabato, ci auguriamo che quello visto finora gli illumini la strada. La speranza è l’ultima a morire.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog