Zlatan, manco a dirlo, tra i protagonisti della gara dello scorso anno

San Siro, ore 18.00. Il nostro allenatore è nel pallone, lo sa anche lui, quasi lo ammette, lo sa il presidente, lo sa Galliani, i giocatori, i tifosi, e se ne stanno accorgendo pure i giornalisti. Anche quelli più trinariciuti pubblicano ormai quotidianamente opinioni di gente che definisce il Milan come un team con una gestione tecnica allo sbando, spaesata, molto povera di idee e di risultati. Affrontiamo il Chievo con un tecnico esonerato praticamente da tutti, anche, forse, da se stesso.

Sa benissimo che se Berlusconi non fosse entrato in questa specie di coma mediatico in cui ormai vive, e se avesse avuto soldi da spendere lui sarebbe stato sbattuto fuori dal Milan già dallo scorso Maggio ma, in fondo, rescindere i contratti agli allenatori costa, e farlo 2/3 volte l’anno è un vero supplizio, per info chiedere a Preziosi o a Zamparini. Quindi Allegri potrebbe durare fino a Gennaio o nella peggiore delle ipotesi a Giugno, quando la situazione economica e societaria del Milan potrebbe aver preso altre strade.

Io, a rischio di ripetermi e di tediarvi, continuo a dire che seguo il Milan solo per amore verso la maglia. E basta. Io trovando la fede milanista ho trovato tanto, ho avuto tanto, ho conosciuto tanti amici e vissuto emozioni incredibili per un club italiano. Adesso è il momento di essere vicini alla nostra squadra, in un momento di evidente difficoltà: per questo e non per altro, questo Milan merita di essere seguito. Altrimenti se dovessimo esaminare le partite sotto il profilo del divertimento, non basterebbero nemmeno 3 gol di El Sha a partita per compensare la nullità assoluta del nostro gioco e della nostra manovra: siamo impauriti ed isterici come una rondine prigioniera in una stanza.

Ma dobbiamo essere tutti vicini al nostro Milan, ai nostri colori, perché il posto sul carro della prossima Champions vinta ce lo guadagniamo oggi, in una Milano fredda e uggiosa, diventata improvvisamente periferia, dove anche un modesto Chievo sembra un grosso ostacolo. Si perché la squadra di mister Corini i propri gioielli non li ha venduti nel mercato estivo e li ripropone nell’anticipo contro i rossoneri: Thereau, Pellissier, Rigoni, Hetemaj, nomi non certo altisonanti, ma che nel rione di Verona voglio dire tanto, gente che da anni è al centro del progetto clivense e gode di un invidiabile affiatamento con la società e con i compagni. Pure un nonnetto come Sorrentino riesce a sfoderare spesso prestazioni invidiabili.

Riguardo al tecnico, che non sembra dotato di mirabolanti doti manageriali, dovremo aspettare ancora molto per dare un giudizio serio su di lui. In fondo l’ex gloria rosanero ha fatto il grande salto dalle Lega Pro alla A solo quest’anno, e un periodo di ambientamento va concesso pure a lui. Non troppo però: in fondo il livello di questa Serie A dominata dagli arbitri della scuderia torinese è molto basso soprattutto a livello manageriale. I casi di Mangia, volato in pochi mesi dall’anonimato assoluto, al Palermo e poi direttamente in nazionale; oppure di Stramaccioni: passato dalla primavera interista alla prima squadra senza alcuna esperienza di gestione di squadre “serie” ci fa capire a che punto siamo ridotti. Gioco zero, difese trincerate, e scodellate sul filo del fuorigioco. In fondo hanno ragione loro: a che serve usurare i migliori giocatori per provare e riprovare uno schema quando hai un amico che ti concede la punizione dal limite al momento giusto oppure ti annulla il gol avversario nel momento peggiore del match? Questo però spiega anche il perché queste inaffondabili corazzate nazionali vengono letteralmente prese a c…i in faccia appena mettono il naso fuori dall’Italia.

Mister Allegri schiererà il Milan con il 4-2-3-1 (ma chissà cosa in realtà verrà fuori…) con: Abbiati, Abate, Mexes, Zapata, Constant, Ambrosini, Montolivo, Emanuelson, Bojan, El Shaarawi, Pazzini. Bella questa formazione, non siete d’accordo? In fondo con Montolivo, Ema, El Sha e Bojan il Pazzo dovrebbe avere garanzie di ricevere abbastanza palloni. Eh ma non è tutto così semplice, non basta azzeccare la formazione se poi questi giocatori non sono uniti tra di loro dalle trame del gioco, e proprio noi milanisti lo abbiamo dimostrato al mondo intero con le squadre del nostro profeta Sacchi. Ovviamente la formazione si può anche sbagliare, e allora le cose vanno pure peggio: ad esempio inserendo i poveri resti di Pato al posto di uno degli altri 4 giocatori offensivi che ho ipotizzato nella formazione. Oppure mettendo Amelia al posto di Abbiati, ma queste cose ormai Allegri dovrebbe saperle. Il Chievo scenderà in campo con un 4-3-3 (che potrebbe diventare un 3-5-2 per larghi tratti del match) con: Sorrentino, Frey, Andreolli, Dainelli, Dramé, Guana, L. Rigoni, M. Rigoni, Luciano, Pellissier, Therau.

Insomma seguiamo comunque il nostro Milan, magari turandoci il naso, di fronte al povero (fino ad oggi) spettacolo offerto da una delle squadre più nobili ed attraenti del continente, costretta a muoversi in ristrettezze economiche sconosciute ai nostri colori ormai da parecchi lustri. Magari, ripeto, se proprio abbiamo lo stomaco pieno, possiamo evitare di sorbirci il “big match” di Torino. Che verrà arbitrato da Tagliavento, tanto per far capire a tutti chi è che comanda.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo