Era necessario ripartire, nel bene o nel male, da una vittoria. Nessuno poteva aspettarsi il bel gioco, il dominio a 360° seppur contro un avversario modesto come il Cagliari. Il Milan di questo periodo non riesce a fare meglio di così, per un motivo o per un altro, e per questo già vincere senza subire goal è da considerarsi un successone. La prima vittoria a S.Siro arriva con Tassotti in panchina, e Allegri in un angolo sperduto della tribuna a confabulare confusamente con collaboratori e camerieri; probabilmente un caso, ma vedere il buon Tasso in panchina fa tutta un’altra impressione. Promosso a pieni voti quello che dovrebbe essere il vice, con cambi giusti che hanno dato ulteriore qualità ad una squadra in un momento difficile.

Il protagonista della serata è stato sicuramente El Shaarawy, il piccolo faraone che come auspicato da me in prima persona si è sbloccato in zona goal, e ancora una volta ha trascinato la squadra da migliore in campo. Oltre ai goal, tanto sacrificio anche in zona difensiva, con le fasce,  sinistra prima e destra poi, interamente coperte per dare pericolosità in avanti e copertura in difesa. Insomma una prestazione a tutto tondo, che sarebbe stata esaltata a dismisura se il ragazzo avesse avuto la maglia bianco-nera, o magari quella azzurra del Napoli. Siccome siamo il Milan, tutto passa in secondo piano, ma forse stavolta ci va meglio così. Non va bene caricarlo di responsabilità e farlo diventare l’elemento risolutore di tutti i nostri problemi, perchè si rischierebbe di bruciarlo già in partenza; questo è un ulteriore compito che spetta all’allenatore, quello di far crescere e maturare i giovani, facendoli giocare e puntando su di loro ma senza gravare interamente sulle loro spalle. Per quel che riguarda il resto della squadra, bene la difesa, con Bonera e Mexes sempre attenti, e molto bene anche i terzini: finalmente entrambe le fasce sono state coperte a dovere, e per la prima volta negli ultimi anni sono arrivati cross importanti anche dalla sinistra. Insomma, sempre inserendoci nella linea del discorso fatto in precedenza, De Sciglio è uno su cui puntare, perchè ha personalità e le giuste caratteristiche per far bene sia a desta che a sinistra. Il punto dolente della serata di ieri è stato forse il centrocampo, dove Montolivo ancora non ha ingranato totalemente, e De jong non gioca forse nella posizione preferita e per questo bisognerà attendere ancora un po’ prima di vederli esplodere. Non spreco parole per quell’elemento indecente che non so come abbia fatto ad arrivare al Milan, segno ulteriore che qualcosa non va in chi dovrebbe scoprire e comprare talenti e invece va in giro a raccattare barboni.

Questa quinta di campionato ci regala poi un Napoli travolgente, che sotterra una Lazio candidata come ogni anno a “miglior fuoco di paglia”. Quando Cavani esplode si vede, quello che mi irrita è tutto ciò che ne consegue, con SkyNapoli24 che eleva il tutto ad un’altra dimensione, paragonandolo ad un dio in terra. Pazienza siamo abituati anche a questo. Detto del Napoli, la peggior Juve stagionale ringrazia San Gennaro, per dirlo alla napoletana, per portare a casa ancora una volta un  punto pur non meritandolo; ci saranno cose buone in questa squadra, ci sarà sacrificio e voglia di vincere, ma c’è anche una bella fetta di “botta di culo” che dura da un po’ di tempo a questa parte (scusate il francesismo!). Finisco con la seconda di Milano, che miracolosamente rinasce e lo fa grazie a chi, secondo i giornali? A lui, al grandissimo Cassano, all’uomo che non è mai stato felice come all’Inter, che al Milan non si sentiva in famiglia come ora, che non ha mai atteso altro nella sua vita che giocare per una squadretta di perdenti. Bravo Antonio, divertiti pure, tanto lo abbiamo capito tutti che l’unica cosa di cui avevi bisogno era una mezza società senza regole, dove si può fare tutto quello che si vuole senza conseguenze, dove se uno sbaglia gli danno un premio per non farlo di nuovo: sono contento per te, Antonio, sei capitato proprio nel posto giusto, e noi di te ne facciamo volentieri a meno.

Excursus concluso, analisi anche. Manca da dire che qui non ci si può rilassare nemmeno un po’, perchè di positivo in questo Milan c’è poco e di Allegri siamo comunque stanchi. Parma, Zenit e Inter ci diranno se effettivamente resteremo con questo allenatore fino alla fine, e se realmente così dovesse essere, speriamo che quel secondo allenatore che meriterebbe di essere il primo lo illumini, gli indichi la strada che ai suoi occhi pare celata. L’importante è ripartire, e con un Tassotti più propositivo sarà più facile farlo.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.