E’ lecito chiederselo dopo l’ennesima sconfitta in campionato, dopo l’ennesima gara in cui essere allenatore vuol dire mettere in campo i primi 11 giocatori che ti capitano sottomano, dopo che Emanuelson continua ad essere schierato attaccante e come terzino sinistro viene rispolverato Mesbah. Cosa stiano aspettando a mandar via questo pseudo professionista c’è da chiederselo, perchè errare è umano, ma perseverare è diabolico (o berlusconiano!). La gara di Udine ci ha detto ancora una volta, dopo l’Anderlecht, che bastava veramente poco per dare di più, per arrivare a conquistare quei tre punti che ci sarebbero serviti come il pane fresco; nonostante le sciagure dell’uomo in panchina, il Milan gioca meglio e avrebbe anche potuto vincere se solo si fosse badato un po’ di più ai particolari. Ma giustamente, come si fa a chiedere la cura dei dettagli ad uno che ci ha messo due mesi a capire che con Pazzini bisognava allargare il gioco con due mezze punte? Impossibile, assolutamente impossibile chiedere al livornese di lavorare sui calci da fermo avversari per non ritrovarsi ogni volta con marcature a casaccio, che ci fanno per l’ennesima volta prendere goal assolutamente evitabili. Ha bisogno dei suoi tempi: ci ha messo un mese a cambiare modulo, adesso per i prossimi progressi ripassate verso Novembre, tanto sarà ancora lì appiccicato a quella panchina con Galliani che gli fa da guardia del corpo.

Parlando più nel dettaglio di ciò che si è visto ieri, bene, anzi benissimo per l’ennesima volta Stephan El Sharaawy, che continua ad essere uno dei migliori in campo; l’unica speranza è che si sblocchi definitivamente sotto rete, perchè con l’udinese giochiamo solo due volte l’anno. Sta di fatto che il talento c’è e si vede chiaramente, e rinnegarlo sarebbe una delle tante follie degli ultimi anni. Pazzini meglio rispetto alle ultime due gare, più coinvolto nella manovra e meno naufrago sperduto nell’area avversaria; sta di fatto che andrebbe servito meglio e finchè ci sarà Mesbah sulla sinistra che crossa sempre e comunque in maniera pessima il compito per lui resterà alquanto arduo. Per il resto sorprende l‘ennesima esclusione di Bojan, che ci hanno già appioppato come oggetto misterioso visto che Allegri prima lo ha voluto e adesso gli lascia il ruolo di riserva fissa preferendogli Emanuelson. Quando entra fa anche abbastanza bene: la voglia e curiosità di vederlo in campo in un tridente con il faraone e il Pazzo c’è, ma penso resterà inespressa ancora per un po’. Questa domenica ci regala poi la strana storia di Zapata, che fino ai dieci minuti di follia che hanno preceduto il 2-1 era sicuramente il migliore in campo; poi qualcosa si rompe, e di colpo si trasforma nel sosia del peggior Bonera. Un vero peccato, perchè sarebbe stato un gran bell’esordio e un bellissimo inizio con la nuova maglia. Finiamo con De Jong, che da colpo del mercato si è rapidamente trasformato in scarto di primo livello (secondo la stampa più o meno accreditata): ora signori cari, è ovvio che se il tizio in panca chiede a De Jong quello che faceva il buon Van Bommel, i risultati saranno tutt’altri. Se quell’elemento conoscesse un minimo il calcio, e sapesse realmente fare quella professione che gli viene attribuita d’ufficio, si sarebbe andato a vedere le cassette di come giocava De Jong nelle altre squadre; avrebbe forse visto che è uno strepitoso “uomo ombra” per proteggere le spalle al regista della squadra in un 4-2-3-1, o che lo si può mettere davanti alla difesa senza chiedergli di impostare il gioco. Purtroppo questo non accade, e De Jong diventa uno scarto, l’ennesimo delitto di un killer un po’ così.

Finiamo con gli altri, quelli delle altre città, perchè sulla seconda di Milano c’è poco da dire: Stamaccioni sarà pure giovane e promettente, ma di organizzazione difensiva non ne sa proprio niente, è quasi peggio del dirimpettaio Allegri, il che non è poco. Si blocca anche il Napoli, che dimostra di avere ancora dei problemi quando la partita bisogna farla e non ribaltarla, così come la Lazio, che Borriello decide di punire facendo l’ennesimo favore alla vecchia signora da una botta e via. Ecco, la vecchia tro…scusate, la Juventus: questi non perdono, e continuano a scappar via imperterriti. Ci si metterà delle volte la buona sorte ad aiutarli, altre volte la falsa realtà, ma sta di fatto che continuano a non perdere da un anno a questa parte e qualcosa di vero, sotto sotto, ci sarà. Fa tristezza il finto allenatore Carrera, che parla davanti ai microfoni di una squadra non sua, si prende dei meriti che non ha e si incazza pure senza ragione. Liberateci da sto fantoccio, quasi quasi era meglio il pianto di Conte.

Dunque noi siam fermi, gli altri corrono. Noi ci arginiamo dietro “non esiste il rischio di un esonero” mentre i punti dalle posizioni che contano aumentano e diminuiscono quelli dall’ultima in classifica. Che ci voglia una scossa è chiaro, che ci siano gravi lacune altrettanto…ma è anche evidente che tutto questo vada aggiustato adesso, prima che sia troppo tardi, prima che la situazione diventi così critica da essere irreparabile. La domanda è sempre quella: cosa stanno aspettando? 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.