Si è parlato molto dell’incapacità tattica dell’attuale tecnico rossonero, in relazione ai pochi risultati ottenuti da una rosa che come qualità avrebbe certamente dovuto fare meglio. Questi risultati però non derivano solo dalla disposizione tattica in sé, ma anche da altri errori fatti in sede di preparazione.

Per intenderci, certe cose che si sono viste negli ultimi anni sono intollerabili per una squadra come il Milan, una su tutte (pare quasi scontata la critica) è il famigerato Milan Lab, che nelle intenzioni originali doveva essere il fiore all’occhiello della società. Salvo poi subire critiche da mezzo mondo, in quanto a detta di molti non ha fatto altro che amplificare i problemi che già la rosa rossonera (fino all’anno scorso ricca di giocatori dai 32 anni in su, e quindi più soggetta ad acciacchi) aveva fino all’estate 2012. A conferma di questo c’è il fatto che una squadra privata di quasi tutti i suoi ultra-trentenni (è rimasto Ambrosini) sta soffrendo una forte emergenza infortuni.

Nello specifico, Nesta negli anni passati ha dovuto più volte effettuare cure specifiche negli USA, mentre i problemi di Pato sono ancora irrisolti come abbiamo visto all’inizio della stagione. Ma questa “emergenza” è nulla rispetto a quanto è capitato varie volte negli anni passati, ricordo un’emergenza infortuni pazzesca nel 2007 e una nel 2008, oltre al famoso campionato 2010 con Nesta rotto nella fase finale e crollo conclusivo della squadra rossonera. Ma la goccia che fa traboccare il vaso risale all’inizio del 2012, quasi tutto il centrocampo oltre a un grosso pezzo di difesa fuori (da segnalare Boateng che entra ed esce dall’infermeria, anche perchè si cerca di fargli affrettare il rientro e ogni volta ha ricadute) con la società che corre ai ripari acquistando Muntari. La causa secondo molti è da ascrivere allo scriteriato ritiro a Dubai con tanto di amichevole col PSG. Dopo quella vacanza, perchè di questo si tratta, con allenamenti sulle dorate spiagge degli Emirati, voluta da mister Allegri che ne era assolutamente entusiasta tanto da dichiarare “Dubai un posto unico per allenarsi“, ecco che la squadra si sfascia letteralmente.

Ma come in tutti i campi le colpe non sono unicamente sue. Lo storico preparatore del Milan, Daniele Tognaccini, è stato di recente “promosso” a Milan Lab. Le premesse non erano granché: ricordiamo che l’anno scorso la somma delle partite saltate dai giocatori rossoneri per infortunio è stata 307, più di Inter, Napoli e Juventus sommate. Ed è lui che insieme ad Ancelotti (che però qualcosa di veramente importante l’ha vinta) e poi ad Allegri doveva indirizzare la preparazione. Fatto sta che nei primi mesi di gestione gli infortuni sono fioccati, già 4 in poche partite quelli muscolari con l’ultim’ora di Pazzini, 11 in totale, e su giocatori meno “stagionati” rispetto a quelli che popolavano l’infermeria del Milan negli scorsi anni. Senza addentrarci in commenti su faccende edificanti come il caso Gattuso, possiamo citare la brillante idea del “potenziamento muscolare di Pato” a esempio del fallimento del laboratorio rossonero. E la cacciata del vate della medicina Meersseman a dieci anni di distanza dalla creazione (costata 2,6 milioni di euro) rende ancora più tragicomica la cosa.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014