Dosi massiccie consigliate per i ragazzi

Nell’articolo prepartita di Milan-Sampdoria mi ero chiesto se il barlume di gioco che si era visto nelle prime amichevoli estive fosse, o meno, un miraggio. Oggi sappiamo, purtroppo, la risposta: il gioco latita, i giocatori migliori sono stati venduti, svenduti, oppure se la sono data a gambe alle prime avversità.

Ci siamo riempiti di calciatori fisici, grossi, alti e forti, con polmoni da 30 metri cubi, che invece di dare un ritmo infernale alla partita sono lenti come un treno merci in salita.
Questo, si dice, è quello che vuole l’allenatore. Ovviamente giocatori che costano zero o giù di lì, e probabilmente valgono altrettanto, e che non hanno minimamente idea di come sia la vita in Serie A – che non offre tutte quelle praterie che offrono gli altri campionati europei.

Ci siamo messi in casa Pazzini, una prima punta che non gioca la palla, ma aspetta il cross alla velocità della luce pronto per deviarlo in rete: bell’acquisto, visto che i nostri terzini, Abate ed Antonini, la parola cross non la conoscono né l’hanno mai sentita nominare.

Abbiamo voluto esordire con la formula della “falsa prima punta”, aspettandoci che la Samp ci cascasse come un pollo. In realtà si è trattato solo di un maldestro tentativo di coprire il fatto che noi di prime punte non ne abbiamo, perché una è andata in pensione di vecchiaia, l’altro è stato svenduto al PSG, un altro ancora è un invalido civile, e quello abile ed arruolato era stato preso solo da 3 giorni.

Il Pazzo si è subito inserito a meraviglia negli schemi di Allegri, in quanto questi sono rappresentati da un solo e semplice imperativo: “andate in campo e arrangiatevi, se poi mi accorgo che qualcosa non va ve lo urlo in livornese”. Gli urli di Allegri di fronte ad una squadra immobile e frastornata mi fanno tornare a mente il penoso “Fate gol! Fate gol!” di Lippi in Sudafrica 2010; sono il sintomo dell’impotenza, dell’impossibilità di risolvere le cose alla radice. In pratica è come se ad un ammalato di colera fai un punturone di Plasil: questi smetterà di vomitare per qualche ora, salvo continuare poi, fino alla disidratazione fatale. E così sarebbe stato (o sarà) per l’arrivo di Ricky Kakà: un banale palliativo. Attorno a se avrebbe il deserto, tecnico e motivazionale, farebbe star buoni i tifosi per 15 giorni, ma poi le sconfitte ci farebbero subito tornare alla realtà. E 10 milioni per tener buoni i tifosi due settimane, secondo Galliani, sono troppi.

Arriva Niang, benvenuto all’ennesimo giocatore di origini africane prelevato a basso costo dal campionato francese. Non che ultimamente gli africani di Francia ci portino bene, ma io quando si tratta di calcio africano sono sempre favorevole, molto meglio un africano di un brasiliano demotivato. Il ragazzo è davvero giovane, ed ha un gran talento, sulle sue tracce c’era anche l’Arsenal, ma noi l’abbiamo beffato.
Speriamo solo che non si tratti di un altro attaccante giovanissimo che arriva al Milan e si blocca: insomma, speriamo che M’Baye Niang faccia meglio di El Shaarawy. Perché ElSha, che è un ottima persona al contrario di Cassano, ma altrettanto al contrario calcisticamente fa proprio pochino: grande stile, grande tecnica, ma in partita combina poco, a volte nemmeno un dribbling sbagliato come Pato, o un gol mancato come Binho, spesso il vuoto, cosmico.

Auguri Niang, se non altro ci sei costato poco.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo