Ogni anno di più, il processo dell’algoritmo di creazione del calendario, qualcosa di apparentemente insignificante, viene accompagnato da uno show noioso, pomposo e totalmente autoreferenziale, al confronto del quale i sorteggi di Champions sono un varietà della Carrà. Il lento susseguirsi delle pagine contenenti le varie giornate di campionato si coniuga con interviste a dirigenti seduti uno accanto all’altro e costretti a ridere e scherzare insieme, quando preferirebbero scannarsi con qualunque mezzo, a telecamere spente. Il tutto contornato da video dei soliti quattro-cinque giocatori e da proposte di sondaggi su Facebook, gestiti malissimo in quanto privi di visibilità (quest’anno) o facilmente sabotati (l’anno scorso, in cui tanti dal Maghreb si misero d’accordo per votare Benatia come miglior giocatore). Se non fosse che il calendario, alla fine, interessa un po’ a tutti, questa pagliacciata non importerebbe a nessuno.

Ovviamente, in un contesto quantomai noioso, si cerca in ogni modo l’elemento che fa saltare gli equilibri. Che, per il secondo anno, è stato rappresentato dall’unico che lì dentro ci capisca di show-business: Aurelio de Laurentiis. Il presidente del Napoli, dopo la sceneggiata con la fuga in motorino (pare mai restituito, nonostante le promesse) di un anno fa, quest’anno è rimasto in studio, lamentandosi di un calendario che avrebbe “favorito Juve e Milan”. Senza nessuna ragione, dato che non mi sembra ci siano per i napoletani, a differenza dell’anno scorso, molti incontri difficili a ridosso delle giornate di coppe.

C’è però da ammettere che De Laurentiis ha un po’ ragione: il calendario del Milan, infatti, è da considerarsi positivo. Sicuramente meglio di quello dello scorso anno, con botte all’inizio ed alla fine: i tre veri impegni difficili (le sfide con Napoli, Juve e il derby: sono queste tre le squadre che mi preoccupano, e con cui alla fin fine ci si giocherà scudetto/zona Champions) sono uno ad ottobre, ben oltre il periodo difficile che solitamente passano le squadre di Allegri nelle prime quattro-cinque giornate, e due di seguito a metà novembre, periodo, negli ultimi due anni, di massima forma. Con l’unico scoglio dell’Udinese alla quarta giornata (contro una squadra presumibilmente cantiere aperto, e spossata già dai preliminari di Champions), questo calendario pare graziarci dalle grandi difficoltà connesse ai soliti errori di preparazione di Allegri.

Per quanto riguarda il girone di ritorno, la situazione è più indecifrabile. Il derby è a febbraio, il 24. L’unico precedente in questa data è un pareggio, negli anni ’50: ma l’ultimo precedente di febbraio (il 2-1 del 2009) è negativo, così come l’ultimo precedente ad ottobre. Ma si sa, guardare i precedenti è atto futile, tranne in rari casi. Altri indizi contrastanti vengono dal duo Napoli-Juventus piazzato a metà aprile: se nel 2010-2011 aprile fu il mese dello sprint che ci portò al diciottesimo titolo, nella stagione appena trascorsa è stato il mese del crollo, dove abbiamo perso tutti i tre obiettivi, per i quali eravamo ancora in corsa. Una situazione che, temo, non tornerà presto.

E lo sconforto aumenta al leggere due notizie. Galliani farà di tutto per riportare Kakà al Milan: i ritorni, lo abbiamo visto con Sheva, sono da evitare in qualunque modo, eppure lui non se ne cura. Progetto giovani, fair play finanziario…tutto finito nel dimenticatoio in nome di un “top player”. Questa politica ibrida è inaccettabile: “top player” significa ben altro, se si vuol fare gli scialacquoni, e Kakà non riempirebbe di certo il botteghino. Se si deve proseguire una politica di risparmio, si deve proseguirla anche per quanto riguarda gli ingaggi: non è certo con il megaingaggio di Kakà che si aiuterebbero le casse, nè si richiamerebbero al tifo le masse, evidentemente straniate anche dal fatto che il numero 10, in un anticlimax, sia passato dal Genio Savicevic, per Boban, Rui Costa e Seedorf, a Boateng. Con tutto il rispetto per Prince, ma in confronto ai quattro prima di lui (sì, anche a Seedorf, se prendiamo il Clarence giocatore vero, non quello degli ultimi tre anni), è nulla.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.