Assolto per patteggiamento?

Quando la Juventus è coinvolta in una inchiesta sportiva, non c’è che dire, c’è sempre da ridere. Sempre da ridere per vedere a che livello tifosi bianconeri e giornalisti “allineati” possano arrivare per supportare chi li paga. La novità riguarda ovviamente l’inchiesta calcioscommesse che ha visto deferiti Conte, Pepe e Bonucci, una inchiesta sulla quale come sempre è stata fatta disinformazione (volutamente) per confondere le idee.

Cominciamo con la madre di tutte le bugie: Carobbio ritenuto attendibile. O meglio, Carobbio è stato ritenuto attendibile per tutti gli altri testi. Tutti tranne Antonio Conte – per il quale non si sono volute accettare le accuse fino in fondo e il deferimento è arrivato solamente per omessa denuncia e non per illecito sportivo. Insomma, ad Antonio Conte su questo piano è andata anche bene.

L’allenatore ex-Siena (ora alla Juventus) per non incorrere in sanzioni pesanti, dopo aver negato ogni colpa (la mia storia parla per me) sembra inoltre andare verso il patteggiamento. Quel patteggiamento che fino a una settimana fa non doveva essere fatto perché interpretato come “ammissione di colpevolezza” e che oggi, a sorpresa, si scopre non esserlo più: per salvare una faccia ormai sfigurata dal 2006 si scende sempre più in basso inventandosi il patteggiamento come non ammissione di colpa e negando le proprie affermazioni di una settimana prima. Eppure dando un’occhiata al dizionario di italiano la definizione parla chiaro…

Il patteggiamento non è una ammissione di colpa. Bene, prendiamo atto, ma che valga per tutti: Oriali per i passaporti a questo punto è stato assolto per patteggiamento. Il deferimento non è una sentenza definitiva e vale la presunzione di innocenza? Vero. Ma che valga per tutti – per gli stessi presidenti che solo un anno fa con idee completamente diverse ma su stesse basi volevano lo scudetto 2006. Non bastano le dichiarazioni a screditare una persona? D’accordo, ma allora che valga anche per tutte le accuse su calciopoli prive di ogni fondamento e di una sentenza della giustizia ordinaria o sportiva fatte da Corso Galileo Ferraris alle altre squadre già giudicate e non.

In realtà chi in questo momento parla di tutti questi diritti lo fa per interesse. Dov’erano questi diritti quando venivano deferiti gli altri tesserati per il calcioscommesse? Dov’erano quattro anni fa? La realtà è che se Antonio Conte fosse stato tesserato di Milan o Inter gli stessi che si battono per i suoi diritti ne chiederebbero la testa. Io personalmente mi schiero in mezzo alle due fazioni: innocenza fino a deferimento, poi l’innocenza deve arrivare tramite un giudizio che va accettato. Con la logica “sentenze fai da te” di Agnelli l’Inter chiederebbe lo scudetto del 98, Galliani la Champions del 93 e il Torino lo scudetto del 29: sarebbe anarchia.

Per fare questo bisogna però avere fiducia nella giustizia e gli organi federali e ritenere che i deferimenti non vengano fatti a simpatie – cosa che a quanto pare a Torino non avviene. Se si pensa veramente questo, però, si dovrebbe essere coerenti fino in fondo e uscire dalla federazione o denunciarne alla giustizia ordinaria gli organi non ritenuti idonei. C’è invece quasi interesse a delegittimarli e sostituirsi ad essi contribuendo a climi non positivi per il nostro calcio – si parla tanto di tifosi, ma alcuni presidenti dovrebbero essere i primi a dare l’esempio.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

One Comment

  1. Borgofosco

    Un reduce di Verona 1973 e che in un Juventus-Milan aveva assistito, a pochi metri dall’azione, al rigore non concesso da Lo Bello per fallo di Morini su Bigon, non può essere tenero nei confronti di una società che negli anni ha tolto al Milan almeno cinque titoli sul filo di lana. Gli episodi eclatanti, sempre a vantaggio dei ‘gobbi’ non si contano e soprattutto lasciano aperto il sospetto che non sempre si è trattato di buona fede. Per di più si sono sentite quest’anno, negli spogliatoi di San Siro, accuse da Arlecchino che, come dice il detto:-ridendo si confessava-. Non abbiamo simpatie per arroganti e presuntuosi. Non abbiamo simpatie per gente che dichiara:- l’unica cosa che conta è vincere e il secondo è soltanto il primo degli ultimi. Questi principi nulla hanno a che spartire con lo sport. Una vera grande squadra sa anche accettare sconfitte brucianti(il Milan ad Istanbul)senza fare tragedie. Abbiamo mal digerito quanto accaduto(gol di Muntari e altro)nella passata stagione. Ma guardiamo avanti con fiducia avendo l’obiettivo di migliorarsi, sportivamente, sempre. La forza sarà quella di ricominciare anche privandosi dei due leader della squadra.

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