Quando Maradona incantava il Messico, lui non era nemmeno nato
Oggi Diego sarà lì, in panchina. Voglioso di entrare come in quella finale.
Lionel sarà in campo. Oggi è il suo momento, oggi è il momento di togliersi certe etichette.
Dall’altro lato una nazione multietnica. Non ci sono più i Franz, i Gerd.
Oggi il futuro tedesco sono i Mezut e i Miroslav, oriundi che difendono la propria nazione.
A 24 anni di distanza la storia, forse, può essere riscritta.
DAL GREEN POINT STADIUM DI CAPE TOWN ARGENTINA – GERMANIA, scontro generazionale.

https://i1.wp.com/www.fifa.com/mm/photo/worldfootball/nationalteams/01/17/67/98/1176798%5flarge.jpg?resize=300%2C300Ore 16.00. Si gioca l’unica partita che ha avuto l’onore di essere finale mondiale per due volte consecutive. Argentini e Tedeschi ancora di fronte. Come nell’86, nel 90 e nel 2006. L’ultima volta finì in rissa, quindi i presupposti per una bella partita ci sono tutti. Partita che si è giocata anche in amichevole questo marzo. Hanno vinto i tedeschi. Ancora i tedeschi, come sempre negli ultimi scontri tra le due squadre. E’ anche lo scontro tra le due squadre ‘avvantaggiate’ dai quarti di finale con gli errori arbitrali, comunque ininfluenti. La Germania arriva dalla 15esima presenza consecutiva nei quarti di finale in un mondiale. Come al solito i tedeschi si confermano la squadra da non sottovalutare mai. Entrambi tra le critiche dei ct, sono andati più avanti anche di squadre più quotate. Attenzione ai gialli. 8 diffidati in campo. 6 nella Germania. La partita si riassume tutta nelle parole di “guardate le formazioni sui giornali e vedrete che sono più forti di noi. Ma noi abbiamo battuto 4-1 l’Inghilterra.” In Germania ci credono. Il mondiale sudafricano ha più seguito di quello del 2006. E se fosse la volta buona?

Ore 20.30. Altro giro altro regalo. Per la spagna si preannuncia un facile compitino contro il Paraguay avendo già conosciuto l’avversario della semifinale. La Spagna vista contro il Portogallo non dovrebbe avere problemi contro una squadra che il proprio mondiale l’ha già vinto. I sudamericani nella giornata di ieri si sono lamentati della designazione dell’arbitro, a loro parere inadeguato ad una gara di questo tipo. Per la cronaca lo stesso di Italia – Nuova Zelanda. Una cosa le accomuna: nessuna delle due ha mai raggiunto la semifinale di un mondiale (la Spagna arrivò si quarta nel 50 ma era un girone finale). Ma il potenziale è opposto. La Spagna è una delle grandi favorite, confermare il proprio miglior risultato nella storia del mondiale per la roja sarebbe un insuccesso.

IERI – E’ colpa mia. Stavolta non lo dice Lippi ma Carlos Dunga. Poiché la superbia va a cavallo ma torna sempre a piedi, però, anche il Brasile va a casa. Per la seconda volta consecutiva ai quarti di finale. E’ dal 2002 che non batte una big in un campionato del mondo, se consideriamo che gli ottavi del 2006 sono stati contro il mediocre ghana. Tornano fuori tutte le debolezze del girone di qualificazione, che avevano addirittura fatto pensare per un momento ai verdeoro fuori. Salvo poi il fatto che quel girone l’hanno vinto. Brasile che ha la colpa di non chiuderla. E se è perdonabile, non lo è però assolutamente il cambiamento tattico dopo l’autogol dell’1-1. Brasile che sotto pressione scoppia e non sa attaccare. Escono tutte le debolezze tattiche della squadra: il portiere più sopravvalutato al mondo che sbaglia l’uscita, centrocampisti fisici (come si fa a portare ad un mondiale Gilberto Melo?), giocatori finiti in attacco. Si legga Kakà. A casa o in panchinai piedi buoni: Thiago Silva, Pato e soprattutto Ronaldinho, reclamato a gran voce dalla stampa brasiliana. Si salva solo Maicon, ma da solo non può fare una squadra. La perla rimane il cambio Luis Fabiano – Nilmar. Saluti a Dunga. In serata una dimostrazione ulteriore di quanto il calcio a volte possa essere crudele. Aveva segnato Adyiah, al 120esimo del supplementare, seppur su azione viziata da fuorigioco di Appiah. Ma Suarez diventa portiere e si sacrifica pur di lasciare una possibilità all’Uruguay. Possibilità che poi si concretizza data la scarsa vena realizzativa dei Ghanesi dal dischetto. Se sbagli tre rigori su cinque, è giusto che te ne vai a casa.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.