Tante emozioni, molte lacrime, e un unico grande saluto. Non so voi, ma io questa Domenica di fine campionato farò fatica a dimenticarla. In pochi minuti abbiamo visto andar via coloro che hanno fatto la storia dei nostri ultimi anni, coloro che hanno rappresentato il Milan e i milanisti con onore ed orgoglio. Adesso sarà tutto diverso, mancheranno le guide, mancheranno gli esempi da seguire ogni giorno per arrivare al successo.

 Il Milan di Ancelotti non esiste più, del Milan che ha battuto la Juventus nella storica finale di Manchester non è rimasto più nessuno. Che volgiate chiamarla fine di un ciclo o semplice ricambio generazionale poco cambia. Quello che è certo è che da Agosto vedremo un’altra squadra, che avrà come primo obiettivo quello di cercare nuove guide da seguire e nuovi stimoli per ricompattare un gruppo non più così facile da gestire. Lo ha detto Gattuso alla fine della partita, e forse già in molti lo avevamo immaginato. Rino ha detto che i giovani non sono più così rispettosi come una volta, che adesso alzano la cresta non sono come pettinatura ma anche nei fatti, pretendendo di essere chiamati campioni quando ancora devono dimostrarlo dentro e fuori dal campo. No, non è un problema solo del Milan, ma adesso che non ci sarà più gente in grado di fare la voce grossa toccherà all’allenatore buttare acqua sugli animi bollenti, e dare una mano ai cuori sconsolati. Ruolo difficile ed impegnativo, che probabilmente Allegri non è in grado di svolgere a pieno.

 La favola più bella di questa lunga domenica ce la regala però lui, Pippo Inzaghi. L’uomo delle finali, l’uomo dei goal pesanti come macigni, l’attaccante che più di ogni al mondo ha fatto impazzire difensori e guardalinee danzando al di qua e al di là del fuorigioco. Quante emozioni ci ha regalato il nostro Pippo, quante esultanze indimenticabili dopo i suoi goal. Sceglierne alcuni è un compito difficile, ma nonostante questo io lo voglio fare ugualmente. Ne scelgo quattro: il primo è quello contro l’Ajax all’ultimo minuto nei quarti di Champions del 2003. Un goal pazzesco, che ricordo come fosse ieri in ogni suo istante; quelli sono stati dei secondi lunghissimi, da quando la palla la tocca Ambro di testa a quando Tomasson decide di caciarla in rete. Non mi è mai importato sapere se quel goal fosse stato in realtà il suo, per me quella è stata una magia di SuperPippo. Gli altri due goal che scelgo sono quelli della finale di Atene, la finale della vendetta servita con tanto amore da nostro bomber che segna “di omero nella terra di Omero” la prima delle sue due reti. Infine l’ultimo, quello di ieri. E’ un goal inutile, contro una squadra retrocessa e con un Milan perdente, ma è forse il goal che rappresenta al meglio lo spirito di Inzaghi; la voglia di combattere e ottenere risultati fino all’ultimo giorno della sua carriera, la voglia di metterla dentro per l’ultima volta come fosse la prima. Per lui l’importante era far goal, e non poteva salutarci in un modo migliore. E’ stato un mix di gioia e lacrime, per salutare un campione irraggiungibile ed inimitabile.

 Mi perdonerete se il mio pensiero principale è andato a Rino e a Pippo. Non mi sono dimenticato di Nesta, che ha trasformato il ruolo del difensore in un qualcosa di più, in un ruolo pieno anche di tanta classe e tecnica. Non mi sono dimenticato del buon Zambrotta, che nel bene o nel male non si è mai tirato indietro, anche quando sarebbe stato più facile farlo. Non dimentico Clarence Seedorf, ma alla fine lui non ha ancora deciso e quindi il tempo dei saluti non è ancora arrivato. Non dimenticherò il generale MVB, che in due stagioni ci ha fatto capire quello che valeva, e che si è legato a tutti noi come fosse qui da tanti anni. Non dimentico nessuno, sarebbe impossibile farlo. La cosa che mi rattrista di più è che da domani rimarranno solo i ricordi, di questi campioni e delle emozioni che ci hanno dato, ma di loro non ci sarà più traccia sul quel campo verde di S.Siro che è stata la loro casa. Io non dimentico, spero non lo facciano nemmeno loro e spero non lo faccia nessuno di noi. Perché alla fine il Milan è anche questo, è gioia mista alle lacrime… il Milan è amore. Grazie ragazzi.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.