Non avrei mai pensato di dare ragione a Mourinho: il caro leader madridista aveva ampiamente previsto le polemiche arbitrali nel quarto di finale contro il Barca. L’arbitro olandese ha messo il suo bel zampino nel dare una mano bella grossa al Barcellona alla fine del primo tempo: dopo il nostro pareggio, la squadra di Guardiola non sembrava particolarmente in palla, e lì le possibilità erano, seppur di poco, aumentate.

Termino subito, però, la polemica: la rosa schierata al Camp Nou mi ha lasciato subito scatenato qualche dubbio su quale trofeo fosse il più importante per il tecnico e la dirigenza: Seedorf e Mexes in campo, Bonera in stato di forma ottimale, El Shaarawy e Emanuelson in panca, nonostante il tecnico toscano abbia dimostrato in più di un’occasione di contare molto sulla loro presenza in campo.

Onestamente mi sarei immaginato di vedere Bonera in coppia con Nesta: le sue ultime prestazioni sono state decisamente più soddisfacenti sul piano della rapidità rispetto ad un decisamente più compassato Mexes, inoltre i giocatori del Barcellona difficilmente possono fornire grandi prestazioni sul gioco aereo. Probabilmente Bonera sarebbe stata la scelta migliore, ma ammetto che, con il senno di poi, sono tutti molto bravi.

Con il senno di poi, invece, posso tranquillamente affermare che Seedorf sarebbe stato più utile nell’inedito ruolo di infermiere alla Casa di Riposo Moana Pozzi di Milano: nonostante la prestazione aerofagica dell’andata, è stato nuovamente schierato per un tempo infinitamente superiore a quanto sopportabile dal centrocampo rossonero. Continuerò la mia personalissima crociata contro la presenza di questo giocatore ampiamente arrivato, oramai troppo compassato per poter sopperire con la tecnica e l’esperienza alla completa assenza di una capacità fisica accettabile per una squadra che dovrebbe pretendere di competere su tutti i fronti.

Non mi associo, invece, al coro di chi tira la croce addosso a Ibrahimovic: non credo che la sua prestazione possa aver inficiato le nostre possibilità di proseguire il cammino verso Monaco: i punti deboli erano altrove, e Ibra è stato veramente l’ultimo dei nostri problemi al Camp Nou. No a Seedorf, si a Ibra. Dopo questa presa di posizione, i vaffanculo si sprecheranno! De gustibus…

Ora la necessità è quella di non perdere la concentrazione, di raccogliere tutta la rabbia data dai torti arbitrali subiti fino ad ora e schiacciare chiunque si ponga sul nostro cammino verso lo scudo: due punti di vantaggio sulla Juventus sono pochi, ma sanciscono, comunque, un vantaggio prezioso, da salvaguardare e incrementare ad ogni giornata, da qui alla fine del campionato e, nel caso in cui il vantaggio aumentasse, potrebbe verificarsi la fantastica occasione di festeggiare proprio contro i tanto amati cugini nerazzurri!

La squadra di Conte dovrà affrontare ancora le due squadre di Roma, due ostacoli difficili ma non insuperabili, mentre il Milan dovrà affrontare il Derby di Milano, partita sempre da tripla. La speranza è poter vedere, da qui fino alla fine del campionato, 11 giocatori indiavolati, incazzati, mai domi, assetati di sangue e di potere.

Il presupposto è: la Juventus vincerà tutte le partite. Punto. Non ci si può in nessuna maniera attaccare a qualche speranza: bisogna non solo vincere, ma proprio stravincere contro chiunque. Tutte le chiamate alle armi di Elkann e Conte, poi, devono mettere il preallarme tutti quanti: non voglio più vedere palle entrare di 10cm, 50cm, 1 metro, gonfiate sta cazzo di rete 5 volte a partita, spezzate le reni a tutti quanti, costi quel che costi.

I ritorni di alcuni giocatori, che attualmente sono ancora ampiamente sotto il livello di forma ottimale, come Boa, Aquilani e Abate, forniranno linfa vitale per la nostra manovra: non saranno di certo Inter, Chievo o Genoa a fornire un ostacolo insuperabile verso il 19° scudetto.

C’è una seconda stella da raggiungere.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web