https://i2.wp.com/www.calciopro.com/wp-content/uploads/2008/05/baggio-gol.jpg?resize=330%2C226Boston, 5 Luglio 1994. In Italia nasce il primo governo Berlusconi, muore in un incidente a Imola Ayrton Senna e il Milan vince la Champions League ad Atene. La quinta, che rimarrà tale per ben nove anni. L’Italia gioca quel pomeriggio un ottavo di Finale di un mondiale sinora deludente. E’ un mondiale a 24 squadre, sei gruppi e l’Italia dopo aver perso all’esordio si qualifica agli ottavi di finale come una delle migliori terze.

Squadra P.ti G V N P GF GS DR
Bandiera del  Messico Messico 4 3 1 1 1 3 3 0
Bandiera  dell'Irlanda Irlanda 4 3 1 1 1 2 2 0
Bandiera dell'Italia Italia 4 3 1 1 1 2 2 0
Bandiera della  Norvegia Norvegia 4 3 1 1 1 1 1 0

Di contro la Nigeria, sorpresa del girone D, che finirà davanti a Bulgaria e Argentina e si presenta contro l’Italia con i favori del pronostico. Per permettere la visione delle partite in Europa infatti, le stesse si giocavano a mezzogiorno e la temperatura favoriva gli africani. All’Italia mancava inoltre Baresi, perso per infortunio. Il primo tempo scorre senza troppi sussulti fino al 26’, quando un grossolano errore di Maldini, uno dei pochi della sua straordinaria carriera, un tocco accidentale su una palla proveniente da un corner, fornisce ad Amunike un’occasione d’oro: il nigeriano non fallisce, e realizza a porta vuota la rete del vantaggio africano.

Sembra fatta. Da quel momento la Nigeria si calma e lascia più spazio alle iniziative italiane, senza però trovare sbocchi. Primo cambio di Sacchi, Berti per Dino Baggio. Cambio azzeccato. Il Parmense prende un palo. Al 63′ altro cambio. Dentro Magic Box, Gianfranco Zola. Debutto assoluto il giorno del suo compleanno. Sembra già tutto scritto e invece si fa cacciare dopo 12 minuti per proteste. Italia in 10.

E’ il 90esimo. Sembra fatta. 100 secondi al triplice fischio. Mussi intercetta una palla, riceve Roberto Baggio che fino ad ora in quel mondiale aveva deluso. Il tiro, perfetto, sfiora il palo interno e si infila alle spalle di Rufai. E’ il pareggio che lascia in bocca le critiche già pronte dei soliti giornalisti prevenuti e salva il mondiale di Sacchi che in panchina era insieme ad Ancelotti. Due dei più grandi di tutti i tempi, fianco a fianco. E Maldini e Baresi in campo. In quel mondiale c’era gran parte della storia del Milan.

Si va ai supplementari. Gli Africani non riescono a sfruttare la superiorità numerica. Subito, Benarrivo, falciato in area da Eguavoen si procura il rigore. Trasforma Baggio. E’ 2-1. L’Italia, che fino ad ora aveva deluso, è vicina ai quarti di finale. Ma non è finita, Mussi finisce la partita in panchina perché ha i crampi e sono finiti i cambi. Ma non basterà. L’Italia difende con cuore, orgoglio e grinta e vola ai quarti. Una partita da mostrare ai ragazzi di Lippi ma anche a quelli di Allegri. Dove non arrivano le gambe, possono arrivarci le palle. Solamente un pallone calciato alto spezzerà i sogni di tutti noi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.