b22ff681a3a7bb0661312b8594632036Inizia oggi una rubrica di avvicinamento al mondiale. Saranno ancora partite storiche, otto per la precisione.Le otto partite che più hanno fatto la storia di questa competizione. La rubrica sarà curata dal sottoscritto (3 partite), da bari2020 (2 partite) e da elbonito (3 partite).

16 Luglio 1950. Siamo alla finale del primo mondiale del dopoguerra. Si gioca in Sudamerica, essendo l’Europa ancora dilaniata dal conflitto bellico. Si torna a giocare 12 anni dopo l’ultimo mondiale francese, vinto dall’Italia. Si torna a giocare in Sudamerica 20 anni dopo il primo mondiale vinto dall’Uruguay. Germania e Giappone furono escluse d’ufficio dalla competizione essendo state viste come nazioni causatrici del conflitto bellico. L’India fu squalificata perché chiese di giocare a piedi nudi e il regolamento non lo consentiva, si ritirò la Scozia che aveva dichiarato di partecipare solamente se avesse vinto il girone di qualificazione Britannico che dava due posti. Arrivò seconda e mantenne la parola data. Si ritirò anche la Turchia. Alla fine a quel mondiale furono in 13. Fu l’unico mondiale dove ci fu un girone finale, un girone dove il Brasile arrivava all’ultima gara avendo battuto 7-1 la Spagna e 6-1 la Svezia. Questa. Di fatto la finale del mondiale stesso.

Rio De Janeiro, Stadio Maracana. 200mila persone attendono di vedere la propria nazionale alzare la coppa. Al Brasile bastano due risultati su tre (come accadrà, peraltro, anche nel 1982) per chiudere in testa il girone. Per le vie del paese già giravano caroselli festanti. All’apertura lo stadio registrava già il tutto esaurito. Prima della partita il presidente dello stato di Rio de Janeiro esordì con un discorso che cominciava con «L’attesa per noi è una semplice formalità…» e al suo interno conteneva passaggi come «…la nostra squadra che io considero sicura vincitrice del torneo…» e «…voi giocatori che tra meno di due ore sarete incoronati campioni del mondo…». Il primo tempo della partita, infatti, vide il Brasile (che giocava in maglia Bianca) attaccare con il 3-4-3 gli Uruguaiani,  ma senza risultato. Ma appena rientrati dal tè caldo degli spogliatoi il Brasile passa in vantaggio con il gol di Friaca. Il Maracana esplode. A 43′ minuti dalla fine ci vorrebbero due gol per levare la coppa dalle mani dei Brasiliani. In quell’Uruguay, però, giocava un tale Juan Alberto Schiaffino, che non aveva alcuna intenzione di arrendersi nemmeno in quella situazione, estrema, contro 200mila brasiliani. I celesti infatti non avevano accusato il colpo e avevano continuato a crederci. E al 66esimo fu proprio Schiaffino a pareggiare la partita. Il Brasile invece lo accusò. Smise di giocare, tentò di difendere con tutti i mezzi l’1-1. Minuto 79. Ghiggia servito da Perez insacca alle spalle di Barbosa. Maracana ammutolito. L’Uruguay è campione del Mondo. Rimet è costretto, imbarazzato, a consegnare la coppa alla Celeste.

Uruguay – Brasile 2-1 (0-0)
47′ Friaca, 66′ Schiaffino, 79′ Ghiggia.
Uruguay: Maspoli, Miguez, Schiaffino, Moran, Tejera, Rodriguez Andrade, Gonzalez, Varela, Ghiggia, Perez, Gambetta. All. Lopez
Brasile: Barbosa, Friaca, Bigode, Chico, Ademir, Jair, Bauer, Augusto, Zizinho, Juvenal, Danilo Alvim. All. Costa
Arbitro: Reader (ENG)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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