San Siro, ore 20.45. Primo atto delle tre partite che forse potranno decidere gran parte della stagione. Va in scena a Milano il 263esimo derby d’Italia, che torna dopo dieci anni di assenza nella coppa nazionale. Va in scena tra i campioni d’Italia e la prima in classifica quello che, nonostante le formazioni rimaneggiate, ora è il meglio che ci sia in Italia: Conte e Allegri infatti decidono per motivi diversi di non scoprire tutte le carte, è solo coppa Italia (anche se per loro, Marchisio docet, è Champions League) e c’è un altro scontro, molto più importante, da vincere a fine mese.

Nel frattempo dimenticando, forse troppo in fretta, i due settimi posti consecutivi, i tifosi bianconeri sono usciti dai rifugi dove avevano passato questo lungo inverno, spavaldi come non mai, ricordandoci i motivi per il nostro disprezzo nei loro confronti pre 2006. La permanenza a lungo nelle zone basse della classifica ha trasformato tifosi e dirigenza bianconera in quelli di una provinciale di lusso – prova ne è Marotta che dopo l’ennesima serie di favori arbitali ha avuto il coraggio di lamentarsi per la scorsa partita, cosa che un Moggi, per fare un nome a caso, non avrebbe mai fatto (al massimo avrebbe forse chiuso l’arbitro nello spogliatoio). Se ne è accorto anche Allegri che nella giornata di ieri in una delle rare conferenze in cui mostra gli attributi, ha liquidato la cosa dicendo che lui e il Milan hanno “uno stile diverso”: tutto vero. Come si può pretendere più dialogo con i direttori di gara se al primo episodio contrario li si attacca in questo modo indegno?

Gli Juventini si sono ridotti a vivere in un film autoprodotto, ignorando oltre ai favori arbitrali, al calendario a noi sfavorevole anche i nostri infortuni che li hanno portati ad essere in testa alla classifica. Non possiamo negare i meriti di Conte, ma non si può dimenticare, mettendo a confronto le due rose, come di fatto il vero Milan non si sia ancora visto in questa stagione – e non si sia mai visto contro la Juventus, nè si vedrà per via di Ibrahimovic e Boateng fuori forma con Pato e Robinho infortunati e l’infortunio di Nesta nella gara di Torino, per gli infortuni nella gara di stasera, e per la squalifica di Ibrahimovic nella gara di fine mese. La tendenza juventina a vivere in realtà virtuali autoprodotte non è comunque nuova, almeno da quando credono che Moggi finirà in galera per un complotto arbitrale ai loro danni. La storia di calciopoli è ormai chiara, cupola e difesa – e il fatto che il processo si sia rivelato una farsa era solo per l’assenza dell’Inter dal banco degli imputati, le cui colpe erano parificabili a quelle rossonere. Ma Moggi rimaneva e rimane comunque il manovratore e chi nega questo, provando a ribaltare le colpe, si rende peggiore di chi prescritto si proteggeva dietro a un cadavere.

Le scelte del Milan in formazione sono pressochè obbligate, con un turno di riposo concesso a Nesta partirà Mexes di fianco a Thiago Silva con Abate e Antonini sulle fasce laterali. Ambrosini, Van Bommel ed Emanuelson a centrocampo data la squalifica di Nocerino mentre davanti turno di riposo per Seedorf e presenza obbligata per Ibrahimovic nel tridente con El Sharaawy e Robinho. La Juve manderà in campo i nuovi acquisti Caceres e De Ceglie con Bonucci e Chiellini davanti a Storari – centrocampo con Pirlo, Giaccherini, Estigarribia e Padoin mentre in attacco agiranno Del Piero e Borriello. Insomma, chiunque vinca rimanga coi piedi per terra, la partita vera sarà il 25 Febbraio, ma chissà che in caso di vittoria bianconera quel lungometraggio autoprodotto non possa continuare…

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.