Wembley, ore 20.45. E’ la sera della partita più attesa dell’anno, quella che tutti gli appassionati di calcio aspettano già dall’inizio della stagione. E’ la finale di Champions League, coppa che – dopo un’annata di transizione – torna ad offrirci una finale degna di questo nome e di questo livello. Arrivano infatti in finale le due squadre più forti del torneo, come già accaduto due anni fa. Seconda finale quindi che si ripete, dopo Milan – Liverpool 2005 e 2007. E’ la quarta finale della storia del Manchester United, la settima per il Barcellona, tre le vittorie per entrambe. Chi vince sale a quattro coppe, raggiungendo la storia del calcio Europeo: Bayern e Ajax, avvicinandosi al Liverpool (5) e cominciando a intravedere le inarrivabili Milan (che festeggia oggi il compleanno della sesta bambina, la più bella, quella vinta nella partita più importante della storia del calcio italiano a livello di club) e Real Madrid.

IL BARCELLONA – Arrivano senza dubbio a questa finale da favoriti. Eliminato il Real nel clasico, cacciato il fantasma di Mourinho e del suo catenaccio, dimostratosi un’altra volta ancora più inefficiente nel momento in cui ha trovato una giacchetta nera che non sia a suo favore. Eppure a me non convincono, nonostante abbiano stravinto un campionato dove comuque arriverebbe terza tranquillamente qualsiasi squadra della nostra top 10 della serie A, per la pochezza degli avversari e soprattutto per il fatto che da 5 anni a questa parte le due big in questione si spartiscono oltre il 90% dei diritti televisivi. Poi penso alle gare europee del Barça e penso che l’unica che mi ha convinto veramente sia stata quella del poker di Messi contro l’Arsenal dello scorso anno. Non mi sembrano nè una squadra imbattibile, nè una squadra di extraterrestri ma semplicemente quella che emerge in un momento in cui il livello del calcio è generalmente basso. In questo emergono i nomi: Xavi, Iniesta e Messi. Il podio del pallone d’oro 2010 in campo, dalla stessa parte. A loro tre vincere la partita, ma non spacciamoli per la squadra più forte della storia del calcio se questo accadesse. E’ un sistema che deriva dalla cantera, tanto declamata, ma i cui Pedro, Jeffren e compagnia non mi sembrano migliori dei nostri Giovinco e Paloschi. Ragazzini che però sono abituati a giocare con lo stesso modulo in tutte le squadre giovanili, questo nè facilita quindi l’inserimento in categorie superiori, ma rende il modulo e il gioco del Barça facilmente prevedibile: gioco in 60 metri, allargato, senza punte sul fronte centrale d’attacco a puntare da lontano la difesa o, in alternativa, con cross bassi in corsa dalle fasce puntando sulle ali del 4-3-3. Soffrono i centrali fisici e forti e stasera Ferdinand e Vidic potrebbero bastare e avanzare per fermare Messi e compagni. Il Barça ha bisogno di un salto di qualità, non basterà la squadra vista contro Real e Arsenal per portare a casa la coppa.

IL MANCHESTER UNITED – Meno nomi, più collettivo. E’ la formula Ferguson, quella che si è rivelata vincente nella sua storia. Quando arrivò lui, nel 1986, dopo aver vinto lo scudetto in Scozia con l’Aberdeen sulla panchina dei Red Devils, il Manchester era a 7 scudetti contro i 18 del Liverpool. Ha cominciato quindi a vincere nel 1992/93. Da lì 12 scudetti in 18 anni per il sorpasso agli eterni rivali, avvenuto due settimane fa, conquistando il 46° trofeo della sua carriera di allenatore. Arrivano in finale dopo che l’infortunio di Rooney contro il Bayern Monaco lo scorso anno gli precluse di fatto la possibilità di andare a Madrid ad alzare agilmente il trofeo. E’ però per gli uomini di Ferguson la terza finale in quattro anni. A Roma ci arrivarono con 25 incontri di imbattibilità, iniziati e finiti in Italia: dalla partita perfetta del Milan a San Siro con quella del Barça all’Olimpico. Oggi però si gioca a Wembley, nella casa del calcio inglese e nonostante le squadre londinesi siano senza titoli di campione d’Europa oggi il pubblico potrebbe e dovrebbe essere a favore dei Red Devils. Punto di forza quindi, come già detto, la difesa, la migliore di questa coppa, battuta solamente tre volte, di cui due (contro i Rangers nel girone e al 90′ della gara casalinga contro il Marsiglia) di fatto ininfluenti. Ma attenzione al campo di Wembley, più largo del normale che potrebbe favorire il gioco catalano.

PROBABILI FORMAZIONI – Barça che si presenta all’appuntamento finale con Valdes tra i pali. Difesa a quattro con Dani Alves, Piquè, Puyol e Adriano. Centrocamo guidato da Xavi, Iniesta e Busquets, tre punte: Pedro, Messi e David Villa. Manchester United con Van der Sar (ultima gara della carriera?), in difesa Evra, Vidic, Ferdinand ed Evans a centrocampo Scholes, Valencia Giggs e Nani. In attacco Rooney e Berbatov. Consentitemi di spendere due parole su quello straordinario giocatore che è il gallese, vero e proprio trascinatore insieme a Rooney dello United in finale. Sarà forse lui a fare la differenza stasera. La mia sensazione è che la coppa rimarrà in Inghilterra, a casa United se saranno gli uomini di Fergie, come mi aspetto, ad attaccare. Se la partita però diventasse eccessivamente chiusa, la spunterà il Barça. 1 o 2 a zero. Da stabilire quindi per chi. Buona finale a tutti, dalle 22.45 la bambina torna libera dal rapimento dell’ultimo anno.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.