San siro, ore 20.45. Il Milan affronta il Genoa del socio Preziosi. Entrambe le squadre hanno iniziato l’annata in modo non brillante. Preziosi quest’anno si è mosso in anticipo e non ha aspettato Natale per sostituire il tecnico, ma vista la caratura del subentrante può anche darsi che il presidente del Genoa metta a segno una bella doppietta di allenatori prima di capodanno: Gigi Delneri. Il famigerato Gigi Delneri. Un uomo che più che un tecnico di Serie A sembra un personaggio uscito da un film di Fantozzi. Assieme al degno compare Marotta costituivano alla Juventus una delle coppie più ridicole d’Europa, autori di una delle stagioni peggiori della goeba. Chiaramente la colpa veniva addossata agli errori arbitrali che, miracolosamente, l’anno successivo sono totalmente cessati e la Juventus ha, piccolo dettaglio, vinto lo scudetto: piangere aiuta, soprattutto se ti chiami Juventus.

Ma andiamo oltre, il Delneri è entrato in Serie A davvero dalla porta di servizio, era infatti l’allenatore del Chievo dei miracoli, il quartiere di Verona che riesce ad imporsi in Serie A, come una delle squadre più brillanti. Ovviamente tutti pensarono che si trattasse della mano dell’allenatore, invece no. Perché il Chievo è ancora oggi una delle realtà più concrete del calcio italiano, mentre il Delneri ha collezionato più brutte figure che capelli in testa. Le peggiori furono proprio dopo la partenza dal Chievo col doppio fallimento Porto-Roma: una coppia da suicidio. Al Porto, fresco Campione d’Europa venne ingaggiato per sostituire Mourinho, e, appena arrivato, nemmeno il tempo di spiegare il modulo ed il sistema di gioco, ancor prima dell’inizio delle sfide ufficiali venne caricato su un aereo e rispedito in patria. Poco dopo subentrò a Voeller alla guida della Roma, portandola verso lo sfascio con un gioco tra i più brutti che la Serie A ricordi. Insomma si tratta di un allenatore molto sopravvalutato, che rischiamo di far passare per un mago vista l’atmosfera da elettroencefalogramma piatto che si respira in casa Milan.

Ho fatto questo bel prologo su Delneri per questo: perché sul Milan non c’è niente da dire. E’ la stessa situazione praticamente da inizio campionato, che è sintetizzabile in poche frasi: il rapporto motivazionale e di fiducia tra Allegri ed il Milan è finito da tempo, ma, Berlusconi non lo esonera, Galliani nemmeno, lui non si dimette, i giocatori dormono e la curva pure. Nessuno si decide a spezzare quest’incantesimo. Inutile parlare del “4-4-2 fossile” delneriano contrapposto al 3-4-3 milanista. Totalmente inutile, anche perché il nostro tecnico si è convertito a questo schema, in cui non crede affatto, solo per prendere meno gol, e tentare di prolungare in qualche modo, la sua permanenza sulla panchina rossonera.

In realtà quest’accorgimento ha avuto lo stesso effetto che la morfina ha su di un malato terminale, attenua, per poco, il dolore. Ha evitato la goleada a Malaga? Forse. Ma non ha prodotto niente. D’altronde per imparare a giocare col 3-4-3 ci vogliono mesi, non ore. Ma il tecnico non ci crede per niente ed i giocatori altrettanto. Sappiamo tutti benissimo, per dire, che la differenza tra Antonini ed un terzino moderno è ampia come quella tra il caffè e la cocaina, ma un Milan che gioca così male non si era mai visto e Antonini è lo stesso Antonini che giocò una partita eccezionale contro il Barcellona in casa.

Ripeto, potremmo arrivare agevolmente in Europa League, se ci fosse un allenatore che sapesse motivare a sufficienza i giocatori, e riuscisse a dare a questa squadra uno straccio di gioco. Invece inizia il match e ci sono 11 giocatori fuori posizione, portiere compreso, con Allegri che si strappa l’ugola urlando ai ragazzi cosa devono fare. Ma insomma dico io, in settimana cosa gli ha spiegato? Niente. Oppure li ha preparati e gli ha anche somministrato una dose mortale di Tavor prima di scendere in campo?

Probabilmente Allegri farà scendere in campo il Milan ancora col 3-4-2-1 con: Amelia, Mexes, Bonera, Yepes, Abate, De Jong, Montolivo, Emanuelson, Boateng, El Shaarawi, Pato. Il Genoa col 4-4-2 tradizionale, o col derivato 4-5-1 con: Frey, Sampirisi, Granqvist, Bovo, Antonelli, Jankovic, Toszer, Kucka, Merkel, Bertolacci, Immobile.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo